Fabio Caressa direbbe: il cielo è bluceleste sopra Borgaro Torinese. Sì perchè il Lecco è di nuovo in serie C. L’undici di mister Gaburro ha sconfitto 2 a 0 gli avversari piemontesi (reti di Moleri al 22esimo del primo tempo e D’Anna nella ripresa) mentre i diretti inseguitori della Sanremese, fermandosi ad un pareggio, hanno  spalancato le porte alla promozione anticipata dei lecchesi.

Lecco di nuovo in serie serie C

Serie D, una categoria tanto “odiata” da una piazza con il blasone del Lecco, abituata a ben altri scenari sportivi. Una categoria che ha rappresentato quasi una maledizione per i blucelesti, che hanno cambiato proprietà, allenatori e tanti giocatori, prima di trovare finalmente la giusta formula per tornare in Serie C lasciandosi alle spalle anni di faticoso e spesso doloroso purgatorio. Questa storia comincia dal lontano 27 maggio 2012, con il ritorno dei playout di Lega Pro Seconda Divisione, che vide l’undici di Giacomo Modica soccombere contro il Mantova, con Merli Sala in campo, e Fall che segna in extremis quando ormai è troppo tardi.

Dalla sofferenza alla rinascita

Il Lecco retrocede in Serie D: è il fondo, il punto da cui iniziare la risalita. In estate, la società viene rilevata dall’imprenditore italo-americano Joseph Cala, la cui avventura dura poco più di un mese. Parentesi infausta coronata con la rinuncia alla trasferta contro il Sassari nel debutto stagionale in Coppa Italia Serie D per mancanza di tesserati. Poi una cordata di imprenditori lecchesi, capeggiata dal senatore Antonio Rusconi, rileva la proprietà della Calcio Lecco nel novembre del 2012. Da lì comincia una stagione positiva con Fiorenzo Roncari in panchina, Davide Raineri come direttore sportivo, e il giovane Davide Castagna a trascinare il Lecco a suon di gol fino al match di playoff perso nel derby contro l’Olginatese. I problemi economici cominciano tuttavia a riaffiorare tra le pieghe blucelesti, e la conferenza stampa in cui Roncari si dimette a fine stagione è la conferma dell’ennesimo momento difficile per i colori lecchesi.

Passo dopo passo…

La stagione 2013-2014 comincia con Giuseppe Butti in panchina ma il Lecco stenta a decollare, e a metà campionato arriva i panchina Rocco Cotroneo. Le difficoltà finanziarie però persistono, e ad aprile del 2014 la società passa al riminese Stefano Galati con Daniele Bizzozero come socio di minoranza. Ma già in agosto Galati si dimette e Bizzozero acquisisce l’intero pacchetto azionario, con l’ex stella dell’Inter Evaristo Beccalossi che diventa il nuovo presidente. Cotroneo rimane alla guida tecnica e i blucelesti raggiungono i playof, perdendo contro il Seregno che, ironia della sorte, è prorprio l’ex squadra del patron Bizzozero. L’annata successiva vede il Lecco vincere i playoff contro Pontisola e ancora Seregno, con Luciano De Paola in panchina. Ma il 2016 è soprattutto l’anno dei due arresti di Bizzozero per questioni esterne alla società, che ne uscirà tuttavia pesantemente destabilizzata. Senza alcun acquirente, arrivano i primi pignoramenti, la reiscrizione in Serie D e il fallimento a dicembre. Sotto il curatore Mario Motta, Alberto Bertolini guida una giovanissima formazione e centrare un’insperata salvezza ai playout contro l’Olginatese, grazie ad un’indimenticabile rete allo scadere di Caraffa. Dopo il miracolo di “Bebeto”, Paolo Di Nunno rileva la società nel giugno del 2017 e comincia la tanto auspicata ricostruzione. Nella scorsa stagione, il Lecco di Alessio Delpiano parte bene, ma crolla all’arrivo del 2018 con Tacchinardi che non riesce a centrare il traguardo dei playoff a fine campionato.

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Onore a Lecco

Da qui è storia recente, con la carta vincente di Marco Gaburro che mette fine a un’espiazione dura tanti, troppi anni. Ora il bluceleste è di nuovo in C, in un professionismo che appartiene per stirpe a una piazza come quella di Lecco.

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