Sarà un’Alfio Cup molto speciale quella che si celebrerà sabato 13 e domenica 14 luglio: quest’anno infatti, in occasione dell’ottava edizione della regata in ricordo di Alfio Peraboni, si riuniranno cinquanta Dinghy che faranno tappa alla Lega Navale di Mandello del Lario per disputare la Coppa Italia di classe.  Domenica pomeriggio, oltre alla conclusione della regata Dinghy, avrà luogo anche una veleggiata in Classe Libera.

Ottava edizione della Alfio Cup per non dimenticare un gigante della vela

Come ogni anno, dall’estate del 2011, il mondo della vela si dà appuntamento su questo ramo del lago per ricordare un grande atleta, un uomo che ha lasciato un segno profondo e un ricordo indelebile in tutti coloro che l’hanno conosciuto. Sono passati otto anni da quando il “Pera” se ne è andato, ma l’ammirazione e l’affetto per questo fuoriclasse della vela sono ancora palpabili. Negli anni Ottanta, a prua di una Star, Peraboni  ha fatto sognare generazioni di velisti, riuscendo a far rivivere, in coppia con Giorgio “Dodo” Gorla, le imprese epiche di Straulino e Rode. Con una medaglia di Bronzo alle Olimpiadi di Mosca nel 1980, un Bronzo a Los Angeles nel 1984, un primo posto ai Campionati Mondiali in Portogallo, e tre primi posti ai Campionati Europei, la coppia Dodo-Pera ha fatto tornare grande la vela italiana.

La traccia indelebile di Peraboni



Anche a Mandello, Peraboni ha lasciato una traccia profonda. Da qui infatti ha mosso i suoi primi passi come prodiere, in coppia con Giorgio Gorla, e qui ha concluso i suoi ultimi anni. Non era raro incontrarlo durante le regate e gli allenamenti organizzati dalla Lega Navale e dai circoli velici lariani. Alla fine di una carriera olimpica stratosferica si era dedicato negli ultimi anni ad altri aspetti della vela, come la sperimentazione di materiali ultraleggeri, mantenendo sempre lo stesso carattere agonistico e impetuoso. Con la battuta sagace sempre pronta, l’irruenza appassionata e ironica che gli erano proprie, e quel sacro fuoco che gli continuava a bruciare dentro, impedendogli di stare lontano dal mondo della vela, Peraboni ha continuato ad allenare giovani velisti, non lesinando consigli e trucchi del mestiere.

Come sottolineato dalla figlia Clio Peraboni: “Il bello dell’Alfio Cup è che è esattamente il tipo di evento a cui mio papà adorava partecipare: di giorno in mezzo al lago, con il vento in faccia a darsi battaglia per le prime posizioni e la sera a tavola con gli amici di sempre a ridere e scherzare davanti a del buon cibo e a un bicchiere di vino. Penso che sia proprio questa l’essenza dell’evento e allo stesso tempo quello che rende la regata così speciale. Ogni anno gli amici con il loro affetto e gli appassionati di questo sport rendono tutto ciò possibile, personalmente mi sento molto orgogliosa e fortunata.

Il programma



Sabato 13 luglio alle ore 13 prenderà il via la regata dei Dinghy, la gloriosa ed elegante imbarcazione di tre metri e mezzo progettata nel 1913 da George Cockhott. Tra gli iscritti, sono attesi anche quattro regatanti giapponesi che disputeranno la competizione a bordo di Dinghy realizzati dal mitico cantiere navale Lillia.  Sabato alle ore 19.30 è in programma una cena aperta a tutti che si svolgerà presso la Lega Navale di Mandello. Domenica 14 luglio scenderanno in acqua anche gli equipaggi della Classe Libera, ne sono attesi almeno una ventina.  Seguirà premiazione alla presenza dell’amico Giorgio Gorla che consegnerà al vincitore il trofeo in palio: una preziosa scultura creata dall’artista Velasco Vitali intitolata “Vento”. Anche quest’anno l’evento sarà sponsorizzato dall’amico di Alfio, Giulio Azzoni, della “Azzoni Forniture Industriali” di Lecco.

 

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Una vita da grande atleta


Alfio Peraboni è nato a Monza l’8 maggio 1954. In seguito si era trasferito con la famiglia a Mandello, dove si dedicò all’atletica partecipando a varie competizioni agonistiche e distinguendosi per disciplina e resistenza fisica. Decise poi di avvicinarsi al basket e approdò alla corte dell’Elettromeccanica Lecco del presidente Giuseppe Puglisi. In quella squadra fece subito faville, mostrando di avere la tempra.

Nel 1972 fu ceduto, con un’operazione per quegli anni clamorosa, alla “Pallacanestro All’Onestà”, la seconda squadra di Milano, che lo portò a debuttare in serie A. In seguito, una serie di situazioni negative gli fecero però prendere la decisione di lasciare il basket.

A Mandello qualche tempo dopo avvenne l’incontro con quella che sarebbe diventata la grande passione della sua vita, la vela. Grazie all’ingegner Giulio Cesare Carcano, progettista alla Moto Guzzi, e al costruttore di barche Danilo Folli, Alfio salì per la prima volta su una barca della classe Star come prodiere del piemontese Giorgio “Dodo” Gorla, un ex finnista farmacista di professione.

Nacque così, quasi per caso, uno tra i migliori equipaggi di tutti i tempi. I due, coniugando precisione e potenza, cominciarono a vincere tutto, a collezionare medaglie e onori.

Alle Olimpiadi di Mosca del 1980 vinsero il bronzo e quattro anni dopo, ai Giochi di Los Angeles ecco un altro prestigiosissimo terzo posto. Gorla e Peraboni riportarono così in vita le imprese epiche (e mai più ripetute) di Straulino e Rode, che avevano vinto il titolo mondiale nella classe Star nel 1956.

Nel 1984 a Villamoura, in Portogallo, “Dodo” e Alfio salirono sul gradino più alto del podio ai campionati mondiali e in seguito si aggiudicarono tre campionati europei. Nel loro palmarès figurano altresì cinque titoli italiani. Poi, il 12 gennaio 2011, il dramma: Peraboni muore a soli 56 anni in seguito a emorragia cerebrale.

3° Olimpiadi di Mosca 1980 medaglia di bronzo
3° Olimpiadi Los Angeles 1984 medaglia di bronzo
5° Olimpiadi Seul
1° Campionato del mondo 1984 (Villamoura 1984)
1° Campionato europeo 1985 (Copenhagen)
1° Campionato europeo 1987 (Torbole)
1° Campionato europeo 1993 (Anzio)
1° Campionato italiano 1981 (Napoli)
                                    1983 (Punta Ala)
                                    1986 (Dervio)
                                    1988 (Napoli)