Matteo Amigoni, ex campione di canottaggio lecchese classe ’86, è ufficialmente un Ironman! Alla sua seconda gara di triathlon, vestendo i panni della 3Life, Amigoni ha portato a termine la tappa spagnola di Vitoria-Gasteiz del circuito Ironman, gara a dir poco massacrante con una prima frazione a nuoto di 3800 metri, seconda in bici di 180 chilometri e per concludere altri 42, una vera e propria maratona, a piedi.

L’ex campione di canottaggio Matteo Amigoni è… un uomo di ferro

“Considerato che era una prima edizione l’organizzazione era impeccabile davvero. Piccola premessa: si trattava della mia seconda esperienza nel triathlon dopo la gara di Candia e mi sono trovato mio malgrado ad affrontarla da solo a causa delle defezioni di alcuni amici e della mia compagna, che lavorando nel campo dei matrimoni era ovviamente impegnata. Nonostante questo mi sono goduto ogni istante della preparazione zone cambio, del pre gara e chiaramente della gara” racconta Matteo, al traguardo in 10:24.51 classificandosi 337° in ambito maschile su un totale di 1457 atleti che hanno completato la gara, 46° su 173 di categoria tra gli M30. Per lui prima frazione a nuoto completata in 1:11.13, seconda in bici in 5:15.53 e terza a piedi in 3:47.32.

“Non sono mancati gli imprevisti. – prosegue Amigoni – Durante il viaggio in aereo si sono stortati i dischi freno, venerdì li faccio sistemare al bike service e penso sia tutto risolto, invece sabato mentre porto la bici in T1 scoppia la camera d’aria anteriore. Di nuovo bike service che mi sostituisce il tape interno al cerchio che, danneggiato, creava questo problema. Infine durante la frazione di nuoto si è danneggiato il Garmin e non avendo il computer sulla bici ho fatto tutta la frazione bici e tutta la frazione run al “buio”. Imprevisti a parte, Matteo con grande forza di volontà ha concluso il suo primo Ironman.

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 Primo Ironman

Infine la gioa più grande, raggiungendo il traguardo tanto atteso: “Sono riuscito a tagliare il traguardo con una lucidità impensabile e probabilmente ancora un po’ di energia che avrei potuto dare, ma non avrebbe cambiato più di una manciata di minuti e non vale la pena rovinarsi la soddisfazione. Era il mio primo Ironman e probabilmente avrei dovuto accontentarmi di terminarlo, la verità è che ambivo a stare sotto le 11h e con le 10h e 24’ finali posso dire di aver raggiunto l’obiettivo. Chiudo con dei ringraziamenti sentiti: purtroppo lavorando molto lontano non ho occasioni di vivere la 3Life come vorrei, ma ricevere i messaggi prima della gara da molti compagni è stato un onore e un piacere, senza considerare che uno dei primi a scrivere, prima e dopo la gara, è stato il presidente Walter Milani e per i “vecchi” uomini di sport come me è un gesto molto sentito”.