A 24 anni, Federico Pelizzari è una delle certezze dello sci azzurro. L’atleta di Mandello del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa (GSPD) rappresenta una sfida che nel 2026 si svolgerà letteralmente a casa sua.
Un sogno che prende forma
Quando chiediamo a Federico che effetto faccia trovarsi in edicola, ritratto su una figurina Panini con il Team Italia, ricorda i riti della sua infanzia: «È una sensazione strana, quasi surreale per me che le collezionavo da piccolo».
Tuttavia, riguardo al suo ruolo di «ambasciatore del territorio», Federico mantiene un approccio realistico: «Mi sento un po’ ambassador, ma non esageriamo. La strada è lunga: la visibilità dei Giochi Paralimpici è ancora troppo ridotta rispetto a quella dei Giochi Olimpici. C’è molto lavoro da fare».
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La storia di Federico Pelizzari è segnata da un evento drammatico: a 12 anni, un petardo gli ha causato la perdita di tre dita della mano destra. Tuttavia, questo non ha mai intaccato la sua determinazione. Rispondendo a una domanda sulla sua competitività, afferma: «Quella l’ho sempre avuta, sono sempre stato un tipo sportivo e competitivo di natura».
Piuttosto, l’incidente ha ridefinito le sue priorità: «Mi ha fatto capire le cose davvero importanti. Ho imparato a godermi il momento: se qualcosa va male, riesco a “switchare” mentalmente e ripartire subito».
Attualmente, Federico Pelizzari gareggia nella categoria «Standing» e grandi marchi come Stellantis lo cercano. «È un orgoglio rappresentarli e un grande riconoscimento – afferma – sperando però che non sia solo l’effetto “Giochi in casa”. Speriamo ci seguano anche in futuro, per darci la visibilità che meritiamo».
Se gli sponsor rappresentano il presente, il padre, Claudio Pelizzari, noto oculista del territorio, rimane la sua colonna portante: «Mi ha aperto la carriera sostenendo i costi di uno sport dispendioso. Lui c’è sempre stato, a lui dedico le mie vittorie».
Il sogno delle Paralimpiadi
Il conto alla rovescia per l’apertura all’Arena di Verona è iniziato. Per Federico, che ha fatto il suo esordio a Pechino e ora ha 24 anni, le cui specialità includono Discesa Libera, Slalom, Slalom Gigante, SuperG e Super Combinata, la prospettiva è cambiata: «Non saranno solo Olimpiadi in Italia, ma le gare di casa. Non vedo l’ora di correre davanti agli italiani. Vale la pena seguire le Paralimpiadi per capire quanto impegno mettiamo in gara. È una realtà emozionante».
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Sulla questione se preferirebbe un successo in Coppa del Mondo o una medaglia a Milano-Cortina, Federico Pelizzari non ha dubbi: sceglie i Giochi. Il prestigio è enorme, ma è l’affetto della sua gente a rendere il sogno unico. Cerca la discesa perfetta per dimostrare che un incidente può toglierti qualcosa, ma mai la voglia di volare.
Nel 2026, a quel traguardo, ci saranno proprio tutti.

