Lecco

Situazione liste d’attesa Asst Lecco: ortopedia eccellente, mammografie a 468 giorni

Il report di marzo 2026 analizza le prestazioni di primo accesso, evidenziando successi e criticità tra visite specialistiche ed esami diagnostici.

Situazione liste d’attesa Asst Lecco: ortopedia eccellente, mammografie a 468 giorni

Le liste d’attesa continuano a essere un tema cruciale per i cittadini in relazione alla sanità. Un report sui tempi di attesa delle prestazioni di primo accesso dell’ASST di Lecco, aggiornato a marzo 2026, offre un’analisi dettagliata delle visite specialistiche e degli esami diagnostici, valutando il rispetto dei tempi stabiliti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa.

Analisi delle liste d’attesa: ortopedia in evidenza, mammografie con attese lunghe

Il report offre una panoramica delle prestazioni di primo accesso fornite dall’azienda sanitaria, misurando attraverso dati oggettivi l’efficacia del sistema nel rispettare gli standard nazionali. Le tre classi di priorità previste dal Servizio sanitario comprendono: classe B, prestazioni da effettuare entro dieci giorni; classe D, visite specialistiche entro trenta giorni e sessanta per esami diagnostici; e classe P, prestazioni programmabili entro 120 giorni.

Dall’analisi emerge un quadro complesso, caratterizzato da luci e ombre. In molteplici casi, le visite specialistiche sono erogate nei tempi stabiliti, evidenziando una buona capacità organizzativa. Tuttavia, alcune aree continuano a registrare ritardi significativi, con tempi che superano ampiamente i limiti previsti.

Tra le prestazioni analizzate, alcune specialità attraggono centinaia di prenotazioni mensili, rappresentando una parte rilevante dell’attività ambulatoriale. La prima visita ortopedica è la più richiesta, con 499 prenotazioni, seguita dall’otorinolaringoiatria (467 richieste), neurologia (392), cardiologia (347), dermatologia-allergologia (243), endocrinologia (238), ecografia dell’addome completo (228), oculistica (217), ecocolordoppler dei tronchi sovraaortici (174) e ginecologia (155). Questi dati evidenziano l’alta domanda di queste prestazioni da parte della popolazione.

Nonostante ciò, alcune di queste specialità rappresentano anche i punti di forza del sistema sanitario lecchese. L’Ortopedia, ad esempio, garantisce il 100% delle visite urgenti nei tempi previsti, il 98,18% delle visite differibili e il 100% di quelle programmabili, con una mediana di un giorno per le prestazioni della classe P. Risultati positivi si riscontrano anche in Otorinolaringoiatria, dove il rispetto dei tempi varia tra il 96,75% e il 99,62% nelle diverse classi di priorità. La Neurologia supera il 91% in tutte le categorie, con performance solide anche in Oculistica e Ginecologia, che mantengono alti livelli assistenziali nonostante l’elevato numero di richieste.

Accanto a queste buone performance, il report mette in evidenza anche criticità. La Pneumologia presenta le maggiori difficoltà, con un rispetto dei tempi per le urgenze pari all’87,5%, ma con un crollo nelle altre classi: solo il 25% delle visite differibili viene effettuato entro trenta giorni e il 42,86% delle prestazioni programmabili entro 120 giorni, con una mediana di attesa che arriva a 77 giorni per la classe D e a 129 per la classe P. La Reumatologia mostra criticità significative, con solo il 25% delle prestazioni programmabili erogate nei tempi e una mediana di attesa di 275 giorni, tra le più alte del report. Anche la Nefrologia presenta difficoltà, con il rispetto dei tempi che si attesta al 57,14% per la classe D e al 50% per la classe P, con una mediana di 118 giorni, mentre Dermatologia-Allergologia e Medicina fisica e riabilitazione mostrano anch’esse criticità nelle classi meno urgenti.

Se nel settore delle visite specialistiche il quadro è variegato, nella diagnostica il report evidenzia le problematiche più gravi, con diversi esami che registrano attese molto lunghe e, in alcuni casi, superiori all’anno.

Il dato più critico riguarda la mammografia monolaterale, dove solo il 33,33% delle prestazioni programmabili viene effettuato entro i 120 giorni previsti, mentre la mediana dell’attesa arriva a 468 giorni, il valore più alto dell’intero report. Situazione simile anche per la mammografia bilaterale, con un rispetto dei tempi nella classe P pari al 25,81% e una mediana di 358 giorni, evidenziando una forte pressione sulla diagnostica senologica.

Tempi prolungati si registrano anche per la colonscopia totale con endoscopio flessibile, dove solo il 40% delle prestazioni programmabili viene garantito nei termini stabiliti, con un’attesa mediana di 366 giorni, ben oltre un anno.

Anche tra gli esami ecografici emergono criticità, come l’ecocolordoppler degli arti inferiori, dove si registra il 50% delle prestazioni eseguite nei tempi previsti e una mediana di 119 giorni.

Le difficoltà non si limitano alla diagnostica tradizionale; anche la diagnostica respiratoria presenta criticità significative: per la spirometria semplice, il rispetto del tempo previsto nella classe D avviene solo nel 20% dei casi, con una mediana di 81 giorni, mentre per le prestazioni programmabili si attesta al 50%, raggiungendo 120 giorni, il limite massimo previsto.

Anche gli esami di diagnostica per immagini confermano un quadro complesso. Tra le risonanze magnetiche, si registrano attese lunghe: la risonanza dell’addome superiore ha una mediana di 275 giorni per le prestazioni programmabili, mentre la risonanza del rachide dorsale arriva a 245 giorni. Altre tipologie di risonanza, come quella del rachide lombosacrale, mostrano percentuali di rispetto dei tempi decisamente più alte.

In sintesi, il report offre un’immagine di un sistema sanitario che, in molte aree cliniche, riesce ancora a garantire prestazioni nei tempi previsti nonostante l’elevato volume di richieste. Tuttavia, il settore della diagnostica e alcune specifiche branche continuano a rappresentare i punti critici, con attese che superano i dodici mesi.

Più che una semplice graduatoria tra servizi «promossi» e «bocciati», il documento fornisce una visione chiara dello stato delle liste d’attesa in un determinato periodo, mettendo in luce sia le eccellenze organizzative sia le aree in cui è necessario intervenire per ridurre i tempi di accesso alle prestazioni.