Quali sono i sintomi e le origini della disbiosi? Si cela dietro tutta una serie di sintomi a prevalente localizzazione gastrointestinale. Ossia gonfiori, maldigestione, meteorismo, nausea, vomito, flatulenza (eccessiva produzione di gas intestinali) e disturbi dell’alvo (stitichezza alternata a diarrea, steatorrea ecc). Nell’individuo in salute, l’origine di un eventuale disbiosi va ricercata soprattutto nell’alimentazione. Occhio a diete monotematiche, eccessi alimentari, come quello di zuccheri, alcol o carne, insieme alla carenza di alimenti vegetali, sono senza dubbio le cause più comuni. Spesso, ci si rifà anche ad alcuni additivi alimentari e residui ormonali od antiparassitari.

Alcune possibili cause

Altre possibili cause di disbiosi vanno ricercate nei farmaci, soprattutto in caso di terapie antibiotiche, antiacide con inibitori della pompa protonica, abuso di lassativi o trattamenti ormonali. Da non sottovalutare, comunque, anche il possibile contributo di cause neurogene (stress, depressione, ansietà ecc.).

Quali sono i sintomi e le origini della disbiosi?

Soprattutto nella donna, la disbiosi può essere responsabile di infezioni genitali ricorrenti, come la candidosi vaginale. Quelli elencati sono i sintomi più evidenti e comuni, ma in linea teorica possono insorgere anche sintomi aspecifici. Come disturbi del sonno, cambiamenti dell’umore, maggiore suscettibilità alle infezioni con la conseguente perdita di difese immunitarie e ridotta efficienza fisica.

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In primis definire le cause d’origine

Comunque sia, prima di intraprendere un qualsiasi trattamento è importante definire chiaramente le cause d’origine ed il tipo di alterazione che si è venuta a creare. Se ad esempio i disturbi sono legati alla cosiddetta sindrome da contaminazione batterica del tenue, la spontanea assunzione di fermenti lattici o dei tanto pubblicizzati probiotici potrebbe peggiorare il problema. Per indagare l’origine di un’eccessiva flatulenza possono essere eseguiti i cosiddetti breath test rivolgendovi al medico o semplicemente al farmacista.