La depressione perinatale è un tema molto importante che deve essere affrontato. Questa mattina, venerdì 8 marzo, ha preso avvio la prima edizione del corso di formazione all’Home Visiting, organizzato da ATS della Brianza, rivolto al personale (ostetriche e infermiere) dei Consultori delle ASST di Lecco, di Monza e di Vimercate.

La depressione perinatale è un problema che riguarda tutti

Il periodo perinatale, che si estende dalla gravidanza fino al primo anno dopo il parto, è una fase delicata della vita della donna e può presentare disturbi depressivi che, se non trattati, espongono ad un rischio di cronicità e possono incidere in maniera importante sia sulla salute della donna che sul benessere del bambino e dell’intero nucleo familiare. È importante dunque realizzare un programma di intervento che preveda azioni di prevenzione e individuazione precoce delle situazioni di depressione perinatale e azioni di supporto alla donna e al nucleo familiare.

Un corso di formazione per prevenire e aiutare

Per la conduzione della formazione è stata incaricata la Associazione ARP di Milano. La formazione, che verrà realizzata in due moduli formativi rivolti a due gruppi di 25 operatori ciascuno, consisterà complessivamente, per ogni modulo, in 8 giornate. Sette di queste lezioni si svolgeranno nel 2019, mentre l’ultima sarà condotta nel 2020.

Il tema delle giornate

Le prime due giornate saranno introduttive, apriranno il tema sulla salute mentale della donna in gravidanza, sulla relazione madre-bambino e sull’approccio relazionale con la donna depressa.

Le successive quattro saranno di formazione sul modulo OMS Thinking Healthy (di cui è prossima la pubblicazione della versione italiana). Nello specifico le giornate formative seguiranno questa schema:

  • La proposta alla donna di un intervento al domicilio;
  • La nascita;
  • I primi mesi dopo il parto (1-5);
  • Dal 5 al 7 mese dopo il parto;
  • Dall’8 al 10 mese.

L’ultima giornata, che si terrà nel 2020, sarà di supervisione

Una formazione a 360°

Per ogni seduta verranno esaminate tre aree:

  1. La salute della madre;
  2. La relazione della madre con il bambino;
  3. La relazione della madre con le persone che le sono intorno.
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Per ciascuna aree verranno discussi i punti relativi alla revisione dei compiti assegnati nella seduta precedente, al monitoraggio dell’umore, alle tecniche per “pensare positivo”, all’assegnazione di esercizi da svolgersi nell’intervallo tra la seduta attuale e la successiva;

Un progetto a “misura di mamma”

Nel 2018 il Ministero della Salute ha finanziato il progetto “Misure afferenti alla prevenzione, alla diagnosi, cura e assistenza della sindrome depressiva post-partum”, assegnandone la realizzazione a Regione Lombardia. Il programma si pone la finalità di costruire un percorso strutturato e omogeneo per la prevenzione ed il trattamento della depressione perinatale. Al progetto, che vede l’ASST di Lecco quale Ente capofila e l’ATS Brianza in qualità di Ente coordinatore per il proprio territorio, parteciperanno le ASST di Monza e di Vimercate, oltre che le ASST Niguarda, Fatebefratelli-Sacco, Rhodense e Papa Giovanni XXIII.

Home visiting per sostenere le donne

“Una delle azioni previste – spiega il dottor Antonio Lora Direttore Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze della ASST Lecco – riguarda la formazione degli operatori dei Consultori Familiari ai fini dell’implementazione di una attività di home visiting nella depressione perinatale, sul modello di intervento psicoeducativo a domicilio, a supporto della donna a rischio o già con un disturbo depressivo perinatale. Tra le azioni di sostegno alle donne a rischio di disturbi depressivi in gravidanza, l’home visiting attuato da ostetriche e infermiere dei Consultori sta infatti acquisendo un ruolo sempre maggiore. Tuttavia perché tale intervento sia efficace, è necessario che venga attuato da personale con formazione specifica nell’ambito della salute mentale”.

Interviene la dottoressa Passoni

La dottoressa Paola Passoni, Responsabile del Unità Fragilità e Cronicità di ATS Brianza conclude: “La formazione sulla pratica dell’Home Visiting consentirà, integrandosi con le azioni già in corso, di consolidare il lavoro sul territorio creando sempre più un’integrazione virtuosa oltre che avviare la prima vera sperimentazione di un percorso di continuità assistenziale della presa in carico sul tema della depressione perinatale”.