Pubblicato l’intervento di Pietro Regazzoni, consigliere Comunale di Lecco del PD, in risposta alle osservazioni di Marco Caterisano riguardo turismo e salari a Lecco.
“Turismo, salari e qualità del lavoro: avviamo un dialogo costruttivo”
Dietro al dibattito sul turismo si cela una domanda cruciale: quale futuro desideriamo per la nostra città?
Desidero ringraziare Marco Caterisano per il suo intervento, che pone l’accento su un tema fondamentale per il futuro di Lecco: il turismo. Su un aspetto concordo con Caterisano: il turismo rappresenta una risorsa per la nostra città e non deve essere contrapposto all’industria.
Tuttavia, la questione centrale è un’altra: che ruolo vogliamo dare al turismo nel nostro modello economico e sociale? Questa scelta ha effetti concreti sulla qualità del lavoro, sul reddito delle famiglie e sull’equilibrio dello sviluppo in città. Pertanto, considerare “un falso mito” il collegamento tra turismo e salari più bassi significa ignorare una realtà evidente. Il CCNL Turismo offre tutele significative, ma resta da valutare quanto realmente venga retribuito quel lavoro e con quale stabilità occupazionale.
I dati ISTAT del 2022 mostrano che nel settore alloggio e ristorazione la retribuzione media si attesta a 10,9 euro lordi all’ora, rispetto ai 18,5 euro del settore manifatturiero. Anche per quanto riguarda i contratti, le differenze sono marcate: un quarto livello del turismo si aggira attorno ai 1.450 euro lordi mensili, mentre un metalmeccanico supera i 2.000 euro. Queste disparità riflettono la diversa produttività economica dei settori: un’economia che si basa prevalentemente su lavori a basso valore aggiunto tende inevitabilmente a generare salari più bassi e meno stabili.
Questi numeri hanno conseguenze tangibili: maggiore difficoltà nell’ottenere un mutuo, precarietà per i giovani, redditi più bassi durante l’anno e minore stabilità per costruire una famiglia o rimanere a vivere in città. Non si tratta di una critica al turismo o a chi vi lavora, ma di una riflessione sul modello di sviluppo che intendiamo perseguire per Lecco.
Per questo motivo, considero valide le decisioni adottate negli ultimi anni in ambito urbanistico: strutturare il turismo, incentivare gli alberghi e gli investimenti regolamentati, e contrastare la crescita incontrollata degli affitti brevi e del turismo mordi-e-fuggi. Gestire il turismo richiede una sinergia tra pubblico e privato per evitare che venga abbandonato al ‘fai da te’.
Lecco non è più una città manifatturiera nel senso tradizionale. Tuttavia, il territorio mantiene una forte vocazione produttiva e un tessuto economico variegato, capace di garantire lavoro stabile e qualificato a migliaia di famiglie. È dunque fondamentale avviare un confronto serio, pubblico e basato su dati concreti. Infatti, se i salari diminuiscono mentre il costo della vita continua ad aumentare, il rischio è quello di trasformare la città in un luogo sempre più difficile da abitare per molti lecchesi, in particolare per giovani e famiglie che qui lavorano e aspirano a costruire il proprio futuro.
Pietro Regazzoni
Consigliere Comunale di Lecco

