Tonino Filippone, a pochi giorni dalla fine del suo mandato come responsabile organizzativo della segreteria provinciale del Partito Democratico, traccia un bilancio di questi cinque anni, tra aspetti positivi e negativi.

Tonino Filippone dichiara: “Torno a fare il militante”

Alla vigilia delle elezioni del congresso, Filippone, responsabile organizzativo della segreteria provinciale e assessore nel Comune di Bulciago, non ricoprirà più ruoli istituzionali all’interno del Partito Democratico. “Non ricoprirò più ruoli apicali come quello che ho avuto in segreteria. Resterò un tesserato, parteciperò alle riunioni qualora mi dovessero invitare, ma torno a fare il militante, a montare i gazebo” ha dichiarato Filippone alla vigilia dell’assemblea nazionale del partito, raccontando lati positivi e negativi di questa esperienza. “Sono stati cinque anni impegnativi per il cataclisma che ha sconvolto il Pd a livello nazionale, che mi hanno dato modo di capire, ancora una volta, quanto sia importante parlare con la gente – sottolinea ripercorrendo poi il proprio percorso in segreteria – Sono arrivato a questo ruolo dalla mia esperienza locale, come segretario di circolo per i Comuni di Bulciago, Cassago e Nibionno”.

Il ruolo in segreteria

“Durante il mio mandato ho portato avanti quello che è il mio modo di lavorare, pancia a terra ma rispettando sempre le scelte della maggioranza. Sono uno che viene dalla fabbrica e purtroppo ormai siamo rimasti in pochi. Credo che ci vogliano più concretezza e più ascolto e meno sguardi sui cellulari mentre gli altri parlano” prosegue Filippone, illustrando poi i numeri in crescita dei tesserati in Provincia di Lecco. “L’anno scorso gli iscritti erano 930, quest’anno abbiamo superato i mille. E’ uno scenario migliore rispetto a quello della nostra Regione e dell’Italia in generale” ha proseguito.

Un bilancio dell’esperienza

“La mia è stata senza dubbio un’esperienza positiva, soprattutto dal punto di vista dei rapporti personali. Questo dovrebbe fare il partito: creare comunità. Qualche mese fa ho attraversato vicende familiari delicate, ho attraversato un momento di scoramento e volevo lasciare il mio ruolo. Ho avuto al mio fianco non solo colleghi ma anche amici, come Sergio Pini, Lucia Turati e Fausto Crimella, che hanno seguito nel dettaglio quello che magari in quel periodo non riuscivo a seguire io” ha precisato Filippone.

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E il futuro del partito?

“Secondo me per il partito si prospetta un futuro roseo, ma è necessario che cessino i personalismi. Non si possono sentire frasi come “se sarà segretario x io sarò nel partito, se sarà segretario y io non sarò nel partito”. Per certe cose la fase di Matteo Renzi è stata utile, anche io non sono esattamente un renziano ma sono ancora un uomo del vecchio Pci. Renzi però ha fatto venir meno il rapporto con i sindacati e con le associazioni. Abbiamo una certa storia, che è la nostra storia e va rispettata” ha proseguito il responsabile organizzativo della segreteria. “Quello che mi auguro e che ci possano sempre essere persone in grado di formare i giovani. Penso ai miei colleghi Gian Mario Fragomeli, Raffaele Straniero o Veronica Tentori. Spero che chi come noi fa politica da un po’ possa rivestire il ruolo di “saggio” per guidare i ragazzi. Spero infine che ci siano sempre meno persone a caccia di litigi e polemiche, in grado di capire che gli avversari non sono dentro al partito. Forse, se si smettesse di guardare il cellulare e di prepararsi i discorsi, ma si pensasse di più ad ascoltare e a parlare, con la gente soprattutto, le cose andrebbero meglio” ha concluso Filippone, che ha già espresso tutto il proprio sostegno alla candidatura di Agnese Massaro.