“Fermare l’iter della realizzazione della rete di teleriscaldamento legata all’impianto di incenerimento rifiuti di Valmadrera  fino a quando non sarà attivo il tavolo tecnico prescritto dalla RIS n. 81 e se ne conosceranno tutti gli esiti, al fine di poter effettuare una seria e completa valutazione in merito alla realizzazione del progetto stesso”. Questo l’obiettivo della mozione presentata dal consigliere comunale lecchese pentastellato Massimo Riva.

Il progetto del teleriscaldamento

La mozione che verrà discussa durante il prossimo Consiglio comunale, in programma per lunedì prossimo, è l’ennesimo passo compiuto in particolare dal Movimento Cinque Stelle (è stata presentata un mozione anche in Regione Lombardia)per tentare di mettere un freno al progetto che coinvolge i Comuni di Lecco, Valmadrera e Malgrate.  L’opposizione di Riva si era già palesata in più occasioni (ultima delle quali la commissione ad hoc che si è svolta l’altra settimana) ed ora l’esponente del Movimento Cinque Stelle chiede direttamente lo stop del progetto.

La mozione di Riva

“I comuni di Lecco, Valmadrera e Malgrate si accingono ad approvare lo schema di convenzione con la Società SILEA per la gestione del teleriscaldamento” si legge nella mozione. “I cittadini del territorio lecchese e diverse associazioni ambientaliste hanno espresso forti perplessità sia sull’impianto che sul progetto di teleriscaldamento e che le stesse forze politiche comunali hanno visioni
divergenti sulla progettualità e sugli impatti che avrà sulla città di Lecco”.

 

Gli studi e la linea del Governo sui rifiuti

“Recenti studi hanno evidenziato la nocività degli impianti di incenerimento (studio del CNR – gruppo di Epidemiologia Ambientale e Registri di Patologia dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa – sugli inquinanti del territorio di Pisa) e il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha proposto la modifica e superamento dell’art.35 dello Sblocca Italia che prevedeva la costruzione di nuovi impianti, favorendo l’incenerimento dei rifiuti e non la raccolta differenziata” scrive Riva nella mozione. “La linea del Governo in merito allo smaltimento dei rifiuti risulta orientata ad un nuovo percorso che punti sulla diminuzione di rifiuti prodotti, dell’usa e getta, degli imballaggi anziché sulla combustione. Verranno inoltre incentivate e potenziate le raccolte differenziate, il riciclo e recupero di materia da reimpiegare nel circuito produttivo”.

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Inopportuno proseguire con la realizzazione del teleriscaldamento

“E’ pertanto inopportuno proseguire con la realizzazione del teleriscaldamento relativo all’impianto SILEA, senza l’attivazione del tavolo tecnico e senza conoscerne gli esiti relativi – tra cui lo studio epidemiologico, il confronto delle emissioni, la valutazione tecnico-economica sulla possibilità di riconversione dell’impianto e degli scenari futuri in termini gestione dei rifiuti” questa la conclisione del pentastellato.

Non solo mozione, ma anche emendamenti

E se il progetto dovesse essere invece essere approvato da Palazzo Bovara? Riva ha ovviamente pensato anche a questa possibilità preparando due emendamenti  ad hoc per tentare di modificare la convenzione

Il primo riguarda  il quantitativo dei rifiuti. Riva cioè chiede di aggiungere questa specifica nella convenzione: “Non sussistono vincoli ed obblighi in termini di quantitativi minimi di rifiuti da conferire, né penali a carico di Silea o dei Comuni soci, qualora il quantitativo di rifiuti conferiti ed inceneriti dovesse diminuire o si decidesse la dismissione anticipata di una linea di incenerimento o dell’intero impianto, rispetto alla naturale scadenza della vigente AIA”.

Il secondo invece attiene alla possibilità del Comune di recedere dalla convenzione senza sborsare penali. “Ogni Comune può recedere dalla presente convenzione, ai sensi delle vigenti disposizioni, senza penali o aggravi a carico del Comune di Lecco o di Silea Spa, previa adozione di specifica deliberazione consiliare da comunicare alle parti, mediante posta elettronica certificata e gli effetti decorreranno non prima di novanta giorni dalla ricezione del predetto atto di recesso”.