Tappa a Lecco, nel tardo pomeriggio di ieri, martedì, per la campagna elettorale del candidato Giuliano Pisapia  capolista del Pd nella circoscrizione Nord Ovest. La tappa di un vero e proprio tour de force che ha impegnato l’ex sindaco di Milano tra Valtellina, Lario e Brianza, fino all’incontro in serata a Merate. I lecchesi lo hanno ospitato nella sede della Cgil Lecco. A far gli onori di casa, oltre al presidente provinciale della sigla sindacale Diego Riva, Raffaele Straniero consigliere regionale del Pd, i “notabili” di Appello per Lecco, Corrado Valsecchi e Rinaldo Zanini. A far le veci di Virginio Brivio, preso altrove da altri impegni, i “giovin” assessori Simona Piazza e Alessio Dossi.

Pisapia “Questa è la nostra campagna”

“La nostra campagna” l’ha definita Pisapia ecumenicamente rivolto alle anime della sinistra e del civismo progressista.  Spiegando di aver “deciso di metterci la faccia”  (addirittura col titolo di capolista) dopo aver “visto chi c’era” (“…il medico lampedusano Pietro Bartolo, …”), ma anzitutto dopo aver assistito alle primarie che hanno eletto segretario Nicola Zingaretti (“uno che l’esperienza di governo ce l’ha”). “Quando ho visto un Pd che cominciava a guardare di più a sinistra e aprirsi al civismo senza strumentalizzarlo, quando ho visto un milione di persone, prima sfiduciate, andare ad eleggere il nuovo segretario… Mi sono detto, ok anche stavolta ci metto la faccia”. “Ho sempre inteso la politica come un impegno. Non è che ridiscendo in campo, io non l’ho mai lasciato. A Milano abbiamo fatto bene, mi pare, perché siamo stati capaci di mettere insieme le persone dentro un progetto”.

L’Europa necessaria: giovani e ambiente

“Più vado in giro a parlare con la gente e più è chiaro che si tratta di dire la verità sull’Europa, nel bene e nel male. Affermare la verità e smentire le falsità per capire che stare in Europa è necessario”. Così Pisapia passando ai contenuti della campagna in corso. A pungolarlo, offrendo spunti di riflessione, gli assessori Piazza e Dossi. La prima ha argomentato attingendo dati dal report dell’Osservatorio Giovani della Fondazione Toniolo di Milano, presentato la settimana scorsa nell’ambito dell’incontro organizzato dalla Comunità pastorale decanale con il ministro degli Esteri Enzo Moavero, alla Casa dell’Economia. “si può rilanciare l’europa a partire dai giovani? Come?” la domanda. da assessore all’Ambiente, Dossi ha indicato quello che ormai è il tema dei temi: l’ambiente, minacciato dai cambiamenti climatici. “I giovani ci chiedono di considerarlo e gestirlo come fondamentale, perché è inclusivo di altri temi se pensiamo ai risvolti sul piano sociale ed economico. La risposta non può che arrivare dall’Unione europea”.

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“Battaglia culturale”

Pisapia ha rilanciato mettendo sul piatto altre questioni che Bruxelles dovrebbe avere all’ordine del giorno: l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, la fiscalità applicata ai colossi di Internet. “L’unione europea è necessaria, ma ci serve più unita, più equa, riformata”. Perché oggi è di fatto “divisa in nazioni che pensano egoisticamente ciascun per sé, invece che comprendere la complessità di un continente”. Quanto all’ambiente: “Con la raccolta differenziata, il car sharing… a Milano le cose le ho fatte, credo. Che l’ambiente sia il tema dei giovani è una fortuna. E’ una battaglia culturale”. Idem per la burocrazia. Pisapia, da buon ex sindaco, ha imputato le farraginosità che impediscono alal politica di fare scelte operative  alla riforma Bassanini. Cambiare si può, si deve, “certo con progressività, senza eliminare i controlli…”.