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Depenalizzare, legalizzare il suicidio medicalmente assistito: va in questa direzione il parere espresso per la prima volta dal Comitato nazionale di bioetica che ha stilato un documento importante su un tema delicato che ha sempre scatenato un dibattito ideologico e etico.

Tutto è partito dal caso Cappato/Dj Fabo

Il parere riguarda il tema affrontato dall’ordinanza del 2018 con cui la Corte Costituzionale si esprimeva sulla non punibilità dell’aiuto al suicidio, questione sollevata dalla corte di Assise di Milano (il caso in esame era quello di Marco Cappato leader dell’associazione Luca Coscioni processato per aver accompagnato DJ Fabo in Svizzera dove aveva ottenuto il suicidio assistito).

Entro settembre una legge? Mah…

Il verdetto finale è atteso per settembre, quando vi sarà anche una forte mobilitazione dell’associazione Luca Coscioni, che esprime comunque grande soddisfazione. Ma dovrà essere comunque il Parlamento a legiferare (è chiamato a pronunciarsi sul suicidio assistito entro la scadenza del 24 settembre, indicata dalla Corte Costituzionale).

Ora il comitato di bioetica mette solo nero su bianco il fatto che il suicidio assistito sia cosa ben diversa dall’eutanasia: il primo è un atto compiuto interamente dal soggetto stesso e non da terzi, la seconda consiste nel porre fine alla vita di un paziente consenziente con una somministrazione letale.

La politica è divisa sul tema

I pareri all’interno del comitato sono stati diversi: 13 a favore e 11 contro dei cattolici. Ma anche nel Governo le posizioni sono distanti, con la Lega e i Cinque Stelle su posizioni differenti (i primi orientati contro, i secondi a favore).

“Eutanasia o aiuto al suicidio sono una soluzione molto più economica rispetto a quella di stare vicino a chi soffre…”, così ha ad esempio fatto capire chiaramente come la pensa il deputato leghista bresciano Simone Pillon.

I casi del recente passato

Nel testo del Cnb ci sono che sono sei raccomandazioni. Il parere, spiega il comitato, ha voluto richiamare l’attenzione della società e del mondo politico su quelli che ha ritenuto i temi etici più rilevanti e delicati: la differenza tra assistenza medica e eutanasia, le espressioni della volontà della persona, la volontà professionale del medico e degli operatori sanitari, l’argomento del pendio scivoloso, le cure palliative.

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Rispetto ai casi di cronaca sul tema del recente passato, oltre alla vicenda Cappato, la Lombardia ha assistito anche alla vicenda di Eluana Englaro, che però non sarebbe rientrata nella casistica del suicidio assistito in quanto non più in grado di intendere e volere, a differenza di Dj Fabo o ad esempio di Piergiorgio Welby.

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daniele.pirola@netweek.it