«Non passa giorno che i pendolari lombardi non debbano sperimentare qualche disagio dovuto al servizio ferroviario regionale. In alcune giornate, poi, si può parlare di una vera e propria ‘odissea’ senza, ahimè, timore di smentite!», è tranciante nella sua affermazione Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd, che si fa portavoce dei pendolari lecchesi.

L’odissea quotidiana dei pendolari

«Guasti ai treni, guasti alla linea, guasti ai passaggi a livello, guasti all’impianto di circolazione a Milano Centrale, treno bloccato a Porta Garibaldi: ormai abbiamo visto di tutto e, qualche volta, cominciamo anche a dubitare delle motivazioni ufficiali addotte per ritardi e cancellazioni – continua Straniero –. Anche perché ultimamente il mantra di Trenord, dell’assessore regionale ai Trasporti Terzi e della maggioranza di centrodestra è sempre lo stesso: la colpa è di qualcun altro, che si chiami Rfi o Trenitalia o Governo nazionale, omettendo di ricordare ovviamente i 13 anni e passa in cui la Lega è stata al governo negli ultimi 25 anni».

 

Straniero: “Non affidiamo il servizio ferroviario regionale a Trenord”

Per il Pd il ragionamento da fare è diverso: «Cerchiamo di passare dalla lamentazione e dalla ricerca di un responsabile (il principale non può essere che il soggetto gestore Trenord, complice il centrodestra che governa la Lombardia) alle proposte per uscire finalmente da questa situazione – prosegue Straniero –. Noi ne abbiamo avanzate diverse a più riprese: intanto, la gestione del servizio ferroviario regionale, in scadenza nel 2020, non deve essere affidata nuovamente a Trenord, ma aggiudicata con un sistema di gara di tipo europeo, attraverso un capitolato che obblighi il vincitore a fornire i nuovi treni necessari per rinnovare la flotta in tutta la Lombardia. Secondo, il vincitore della gara deve rispondere a precisi requisiti di puntualità e affidabilità del servizio, oltre che della manutenzione adeguata per il materiale rotabile. Infine, Regione Lombardia deve assicurare la regia del sistema, coordinando le azioni di Rfi per la corretta manutenzione e gestione delle linee ferroviarie e del soggetto gestore del servizio».

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Calvari quotidiani

Insomma, proposte di assoluto buon senso, secondo Straniero: «Dire di no significa voler proseguire con i disagi, se non i calvari, quotidiani dei pendolari. D’accordo, però Trenord e Regione Lombardia sappiano che non scusiamo più il disagio».