Strade, gallerie e viadotti a rischio: dopo il Ponte di Paderno, off limits ad auto, treni e pedoni da oltre un mese, scattano controlli in tutta la regione con il via libera dato dal Consiglio regionale a “Lombardia sicura”. Dal Pirellone è infatti arrivato semaforo verde alla cabina di regia che avrà il compito di coordinarsi con il ministero delle Infrastrutture per garantire la sicurezza di sistemi viari, viadotti, cavalcavia, ponti, sottopassi e gallerie. Ma non solo. Il gruppo di lavoro regionale si occuperà del censimento e del monitoraggio dei manufatti.

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La situazione in Lombardia

Dal Lecchese, dove oltre al Ponte di Paderno è off limits anche quello di Isella e dove solo due anni fa è crollato il famigerato cavalcavia di Annone, alla Bergamasca o al Milanese  dove sono state istituite diverse  limitazioni per il passaggio dei mezzi pesanti sui ponti, come a Trezzo. Senza dimenticare il Comasco con il caso emblematico del Viadotto dei Lavatoi o il Monzese con i ponti sulla Milano – Meda: la situazione nella nostra regione non è decisamente  idilliaca. Ecco una mappa con i punti critici che necessitano di interventi e monitoraggio.

Strade, gallerie e viadotti a rischio

Non a caso ad una prima stima, si tratta di oltre 270 opere e si ipotizzano interventi per oltre 210 milioni di euro. “Queste strutture risalgono per la maggior parte agli anni ’60 quando da una vocazione agricola si passò a quella più marcatamente industriale”, ha osservato il relatore del provvedimento, Angelo Palumbo di Forza Italia. Il gruppo prenderà l’impegno di redigere ogni 90 giorni una relazione su quanto fatto. Un impegno sentito dopo il crollo del ponte Morandi a Genova e la successiva chiusura del ponte di Paderno d’Adda e di un ponte sul Lambro a Monza. Senza contare il campanello d’allarme per lo stato di salute dei ponti della Milano-Meda.

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Risoluzione bipartisan

La risoluzione è stata approvata dopo una mozione sulla sicurezza delle Infrastrutture presentata nei mesi scorsi da Carmela Rozza del Pd. La mozione aveva già superato il passaggio in commissione. Il documento è stato votato all’unanimità nonostante qualche stoccata polemica tra l’assessore Claudia Maria Terzi ed Energie per l’Italia dada una parte e Movimento 5 Stelle dall’altra. “La Regione è sempre stata attenta, la cabina di regia è uno strumento in più, la responsabilità non andrà a gravare sulla Regione perché non si tratta di sue competenze. L’idea è invece fondamentalmente quella di un miglior e più efficiente coordinamento con Province e Ministero”, ha osservato Terzi.

La polemica

Come detto non è mancata qualche polemica. Il M5S ha rivendicato l’impegno del Ministero sul fronte delle infrastrutture. Una rivendicazione rispedita al mittente da Manfredi Palmeri (Energie per l’Italia), ma soprattutto dallo stesso titolare regionale alle Infrastrutture. “Abbiamo atteso più volte dei riscontri dal Ministero, ma non abbiamo mai ricevuto risposte. Addirittura ci era arrivata notizia che il ministro Toninelli avrebbe preso questa cabina di regia come uno sgarbo. Per fortuna, in Regione Lombardia le istituzioni funzionano bene e questa risoluzione ha avuto un contributo bipartisan”, ha commentato l’assessore.

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