Non smette di fra discutere la scelta di Regione Lombardia di imporre uno stop ai profughi per la cura del verde. La notizia ha destato tante reazioni, anche nel nostro territorio che ha fatto dell’integrazione anche attraverso lavori  un vanto e non  certo un disvalore. Come abbiamo già segnalato infatti  a Lecco sabato 10 novembre alle 15 nell’auditorium Centro civico Sorelle Villa (Spazio Teatro Invito) di via Ugo Foscolo 42 saranno consegnati ai migranti gli attestati di partecipazione  relativi alle  iniziative di volontariato promosse e avviate nel corso del mese di luglio.

Stop ai profughi per la cura del verde: l’indignazione di Appello

Anche il gruppo Appello per Lecco, rappresentato in Consiglio comunale a Lecco  dall’Assessore Corrado Valsecchi e dai Consiglieri Corti, Gualzetti e Riva, è sceso in campo criticando aspramente il provvedimento.

C’è da chiedersi questa Lega dove vuole arrivare?
Ormai è al delirio di onnipotenza insieme al suo leader .
In principio si dovevano penalizzare i proprietari degli immobili che mettevano a disposizione le loro strutture per ospitare, in emergenza, i migranti, poi si trattava di penalizzare i Comuni che li accoglievano, ora, siamo alla follia, si concederanno premialità nei bandi solo agli enti locali che non faranno ricorso ai richiedenti asilo in attività di pulizia e manutenzione dei parchi.
Attraverso un protocollo con la Prefettura e la collaborazione dell’associazione Lezioni al Campo e delle cooperative che gestiscono i campi di accoglienza il Comune di Lecco è riuscito a attivare a costo zero per i contribuenti oltre 170 immigrati ospiti nelle strutture del territorio per sistemare gli spalti dello Stadio “Rigamonti Ceppi”, far manutenzione e pulizia ordinaria dei parchi di Villa Gomes, Belvedere, Belgioioso e lungolago.
Ora questo ricatto di non favorire i Comuni che utilizzano i migranti per i finanziamenti oltre che essere odioso è anche politicamente scorretto.
Lasciare rinchiusi in centri di accoglienza gli immigrati senza proporgli qualcosa che li possa impiegare utilmente per la comunità che li ospita oltre che essere demenziale è anche disumano.
Spesso sono gli stessi che sui Social invitano, in maniera irriguardosa e ironica,  a farli lavorare che adesso si trovano in sintonia con il provvedimento votato in Consiglio Regionale dalla Lega Lombarda.
Ormai siamo alla farsa, Appello per Lecco chiede a tutti i comuni di non farsi intimorire da questi inutili e strumentali provvedimenti e continuare sui progetti in essere di inclusione sociale dei migranti che hanno partecipato ai corsi sulla sicurezza e che hanno titolo per contribuire allo sviluppo e al decoro urbano delle comunità ospitanti.

Appello per Lecco

Raffaele Straniero

Anche Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd, gruppo che l’altro giorno, in Aula, ha presentato una contro mozione, bocciata dalla maggioranza di centrodestra, non nasconde la propria contrarietà

“L’approvazione da parte del consiglio regionale di una mozione della Lega che impegna la Giunta regionale a penalizzare nei bandi pubblici i Comuni che impiegano richiedenti asilo in attività di manutenzione del verde pubblico, sta suscitando una vasta eco nell’opinione pubblica lombarda, incredula di fronte ad un principio che è palesemente contrario al comune buon senso. Una situazione testimoniata dal fatto che la votazione sulla mozione leghista, passata per un soffio, ha spaccato la maggioranza: a voto segreto, 34 sì, 32 no e 1 astenuto. Purtroppo, però, è stata approvata e ora va a costituire un ulteriore tassello nella strategia leghista di demonizzazione dei profughi”.

Il volontariato

Ma per Straniero e il Pd “l’impiego a titolo gratuito e volontario dei richiedenti asilo in piccoli lavoretti non costituisce in alcun modo un fatto lesivo delle imprese italiane che si occupano di manutenzione del verde, se questa era la scusa. Molti Comuni li utilizzano in progetti che vanno ad affiancarsi agli appalti canonici. Mi sembra chiaro perciò quale sia l’obiettivo della strategia leghista: rendere insopportabile la presenza sul territorio dei richiedenti asilo, impedendo loro anche di rendersi utili per la collettività. Credo si sia veramente arrivati al limite e giustamente questa mozione sta incontrando sgomento, indignazione, opposizione da parte di cittadini, associazioni di volontariato, Comuni.  Mi auguro che tutto ciò si possa tradurre in un’ampia mobilitazione sociale in grado di indurre la maggioranza lombarda di centrodestra a tornare sui suoi passi”.