“In poche ore abbiamo superato le 1000 “alborelle” lecchesi. Da una parte c’è chi semina odio con la sua “bestia”. Dall’altra parte ci siamo noi: per il rispetto, per i diritti, per l’accoglienza. Per l’antifascismo. Perché un’altra Italia, migliore, c’è già. E siamo stanchi di questa destra becera e violenta. Tutti insieme possiamo fare la differenza e fermare l’onda nera!”. Così, in rete, si presentano le Alborelle, ovvero le Sardine di Lecco, il gruppo spontaneo nato sull’onda delle manifestazioni di piazza organizzate in Emilia Romagna. Un’onda che è pronta ad arrivare come uno tsunami anche sul Lago di Lecco.

Le Sardine di Lecco

Come detto, in poco tempo, le adesioni al gruppo Faceb0ok che si è fatto portatore di messaggi “Contro la violenza, fisica e verbale. Contro l’odio. Contro ogni forma di discriminazione” ha raccolto quasi 1800 adesioni in un solo fine settimana.

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Sono nate le Alborelle

E se in Italia a “nuotare” contro una corrente che non amano sono le sardine, a Lecco non potevano che essere la Alborelle, il tipico pesce d’acqua dolce che i lecchesi ben conoscono e amano.

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I valori del gruppo

I commenti degli aderenti

“Io ho aderito nonostante sia completamente apolitica. Ho accettato l’invito di iscrivermi perché ho letto quali sono i valori che questo gruppo ha fatto suoi. Credo nell’ugualianza e credo che ogni persona, a prescindere dalla sua etinia, religione, colore della pelle o cultura, abbia diritto ad una vita dignitosa e alla felicità. Siamo nati per aiutare, amare e rispettare noi stessi e le altre persone. Facciamo parte tutti dello stesso universo”.

“A questo punto la questione non è tanto “destra” o “sinistra”, quanto “individualismo, rabbia e ignoranza” contro “accoglienza, sostegno e informazione”.

“Aderisco volentieri.Per ora il mio è un atto di fede? Mi sono letto il “manifesto del movimento”; https://www.facebook.com/notes/6000-sardine/benvenuti-in-mare-aperto/121055052676935/Mi auguro tanto che tutto non venga strumentalizzato o peggio usato dai tanti che ne hanno interesse.
Per ora mi godo il fatto che siamo Belli e l’essere felice di scoprire che anche in questa Italia esistono ancora persone che ci credono!”