Si attesta a circa 3 milioni 795 mila Euro il disavanzo che il conto economico di SILEA fa registrare al 30 giugno 2019: un dato che si prevede scenderà al 31 dicembre 2019 a 3 milioni 104 mila e che sarà interamente coperto attraverso risorse proprie, accantonate negli esercizi precedenti.

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Silea, bilancio negativo, disavanzo da oltre 3 milioni di euro

Un risultato negativo atteso e di cui si era già dato conto, quello presentato ieri sera in occasione dell’Assemblea di Coordinamento Interprovinciale di SILEA dal presidente Domenico Salvadore e dal direttore generale Marco Peverelli, a causa della coincidenza di una serie di fattori, primo tra tutti lo slittamento al primo semestre di questo 2019 – e non a scavalco con il 2018 – del periodo di fermata del termoutilizzatore di Valmadrera, resosi necessario per gli interventi di ammodernamento tecnico e tecnologico dell’impianto (sostituzione della turbina, della griglia di alimentazione rifiuti e della torre di lavaggio della linea 1). 

I lavori

Tali interventi hanno comportato un aggravio di costi di 2 milioni 200 mila Euro, dettati dall’acquisto dell’energia elettrica e dello smaltimento di rifiuti presso impianti terzi attraverso il circuito regionale di mutuo soccorso, oltre ad una riduzione complessiva dell’energia elettrica prodotta: a fine anno saranno 33.800 MWh di energia, pari a un ricavo di 2 milioni 317 mila Euro, contro i 60.000 MWh consolidati negli anni pari a 4 milioni 113 mila Euro.

Silea tornerà all’utile già nel prossimo anno

SILEA tornerà all’utile comunque già nel 2020: lo prevede il budget 2020 di SILEA SpA, che stima un risultato utile pre-imposte di 904 mila Euro. Tale risultato, come spiegato dal presidente Salvadore, tiene conto di una serie di valutazioni fatte proprie dal Consiglio di amministrazione. 

In particolare, a fronte di corrispettivi invariati per Comuni Soci e di uno sconto del 50% per tutti i comuni colpiti da eventi calamitosi relativamente ai rifiuti decadenti da smaltire, la valutazione del CdA considera la notevole crescita tendenziale dello smaltimento di rifiuti ingombranti, i minori introiti attesi dai proventi delle raccolte differenziate per la significativa flessione del mercato della carta e del rottame ferroso, il forte aumento dei costi per il trattamento dei residui della termovalorizzazione e la crescita dei costi del personale.

Le novità 2020

Nel corso del 2020, tra gli investimenti previsti, sono indicati i costi per l’avvio della raccolta porta a porta degli oli esausti vegetali (pari a 300 mila Euro), le opere di efficientamento energetico della sede (pari a 170 mila Euro), l’acquisto e l’installazione di 50 casette ecologiche su modello di quella costruita ad Introbio (pari a 1 milione di Euro ripartiti su due anni) e la presa in carico dei centri di raccolta attualmente gestiti a livello comunale e la loro messa in sicurezza (pari a 500 mila Euro).

Su entrambi i punti l’Assemblea, presieduta da Virginio Brivio, si è espressa positivamente approvando i documenti all’unanimità.