Il Decreto Sicurezza, che porta anche il nome del ministro dell’Interno Matteo Salvini, continua ad essere al centro dell’agenda politica, così come di quella mediatica. A Lecco così come nel resto del Paese. Le conseguenze del provvedimento sul nostro territorio saranno al centro di una serata, in programma per  il 17 gennaio, alle  20.45 in sala Ticozzi. Il momento di approfindimento è organizzato dall’ANPI provinciale di Lecco, Qui Lecco Libera, Arci, Tutti Noi Migranti, i sindacati lecchesi, Anolf, Associazione senegalesi Lecco, Anpl, Lezioni al Campo, Comunità di via Gaggio, L’altra Via, Mani Tese,  ax Christi,  Rete Radiè Resh con il patrocinio del Comune di Lecco.

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“Sicurezza, tra slogan e realtà”

Ma sul tema oggi, venerdì 11 gennaio 2019, è intervenuto anche il sindaco di Lecco e presidente di Anci Lombardia Virginio Brivio. Pubblichiamo integralmente il pensiero che ha diffuso attraverso la sua newsltter

“Non posso sottrarmi all’acceso dibattito in corso sulla diatriba tra Governo e alcuni Sindaci riguardo l’applicazione della nuova legge sulla sicurezza. Questioni di carattere giuridico si misurano con dimensioni umanitarie e soprattutto problemi concreti laddove le norme devono essere applicate. Ricordo che non è certo la prima volta che sorgono dissensi tra gli amministratori locali e il governo centrale e continuo a pensare che sia fisiologico e persino vitale avere due punti di vista, altrimenti le tante sospirate e auspicate autonomie dei territori si iscriverebbero al libro delle buone intenzioni. Nello specifico a me pare che in linea di principio le leggi dello Stato devono essere rispettate ed anche le più nobili intenzioni non possono essere etichettate come disobbedienza civile, quando di mezzo ci sono le istituzioni. Nel mio rappresentare i Comuni della Lombardia so bene che ogni giorno devo muovermi con una azione di sintesi, cercando di ammorbidire gli spigoli piuttosto che accentuarli. E non si tratta di una inclinazione alla mediazione “ad infinitum” bensì un’esigenza reale, considerando che i Comuni in Italia sono oltre 8.000, immaginate quante teste e quante opinioni ne possono scaturire. Ieri in ANCI abbiamo condiviso unitariamente (e lunedì li porteremo all’attenzione del Governo) dei miglioramenti e modifiche che riguardano il diritto all’accesso ai servizi sanitari e formativi, l’attenzione ai più vulnerabili e ai minori non accompagnati. Se ritorno, infine, alla dimensione lecchese mi vien da dire che il clima non è grave come altrove, che l’ordine pubblico non è un’emergenza e che i processi di integrazione sono favoriti da un tessuto sociale che anche attraverso la diffusione del volontariato presenta un quadro che permette di individuare gli interventi più efficaci e non di essere in balia di spinte emotive in un senso e nell’altro. Non è certo Lecco un luogo dove possono prosperare i gilet, quale che sia il loro colore”!