Pubblicato l’intervento del PD città di Lecco sul tema della sicurezza.
“Sicurezza, il centrodestra di Boscagli governa ovunque ma critica il Comune di Lecco”
La questione della sicurezza è di fondamentale importanza e non può diventare, a due settimane dalle elezioni, l’ennesima passerella elettorale del centrodestra.
A Lecco, Filippo Boscagli ha visto la partecipazione di sottosegretari, assessori regionali, europarlamentari e rappresentanti di Fratelli d’Italia e Lega, i quali hanno sottolineato la necessità di “maggiore sicurezza”. È opportuno che questa richiesta parta innanzitutto da loro stessi.
L’ordine pubblico e la sicurezza sono competenze dello Stato, attualmente governato da Fratelli d’Italia e Lega da oltre tre anni e mezzo. Il Ministero dell’Interno, responsabile delle Forze dell’Ordine, fa parte del loro Governo. Regione Lombardia è sotto la gestione del centrodestra da decenni, così come la Provincia di Lecco. Tuttavia, nei loro comizi, sembra che ogni problema ricada unicamente sul sindaco e sul Comune di Lecco.
Questa è una strategia di scaricabarile poco seria.
I dati parlano chiaro, superando gli slogan. Per il progetto “Stazioni sicure”, il contributo regionale per il territorio lecchese è stato di soli 30 mila euro distribuiti su 27 Comuni: appena mille euro a Comune, in un contesto che il centrodestra definisce “emergenza”. È importante notare che “Stazioni sicure” è attivo a Lecco dal 2021 e il comune è capofila nel coordinare le attività di 28 Comuni, insieme ad altre istituzioni e Forze dell’Ordine, non è nato all’improvviso durante un gazebo di Fratelli d’Italia.
Il caso di “Strade sicure” è ancora più emblematico: la richiesta del territorio lecchese è stata avanzata già nel luglio 2025. Nel bilancio dello Stato 2026, a marzo, non risultavano stanziamenti per attivare la misura a Lecco. Se nel frattempo il Governo ha cambiato posizione, Molteni deve chiarire quando arriveranno uomini e risorse, altrimenti ci troviamo di fronte all’ennesima promessa elettorale.
Nel frattempo, il Comune di Lecco ha operato attivamente: ha partecipato a tavoli costanti in Prefettura, ha approvato all’unanimità un nuovo Regolamento di Polizia Urbana, ha attivato il progetto SMART, installato oltre 220 telecamere, rinforzato il Comando di Polizia locale, effettuato pattugliamenti a piedi e in moto, sperimentato lo Street Tutor e, da circa un mese, implementato servizi con unità cinofila contro lo spaccio. Questi sono fatti, mentre il resto è solo propaganda.
Colpisce, infine, che a impartire lezioni siano esponenti politici che frequentemente usano la sicurezza come terreno di scontro ideologico, piuttosto che come responsabilità istituzionale. Fidanza, giunto a Lecco per accusare la sinistra di “odiare la sicurezza”, è lo stesso dirigente di Fratelli d’Italia coinvolto in polemiche nazionali per comportamenti e ambienti politici distanti dall’idea di istituzioni sobrie, democratiche e rispettose. Quanto a Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza, non è necessario ricordare quanto pesino i gesti pubblici quando si rappresentano le istituzioni.
Non intendiamo fare processi personali, ma respingiamo con fermezza l’idea che chi alimenta una narrazione aggressiva e divisiva possa venire a Lecco a distribuire certificati di responsabilità democratica.
Per noi, sicurezza significa presenza dello Stato, Forze dell’Ordine adeguate, Polizia locale in grado di operare, prevenzione sociale, cura degli spazi pubblici, presidio dei rioni e vera collaborazione tra Comune, Prefettura, Regione e Governo.
Caro Boscagli, non bastano gazebo, foto e comunicati con i sottosegretari. Siete al Governo del Paese da anni e della Regione da decenni: sono necessarie risorse concrete, organici reali e impegni autentici. Basta attribuire al Comune responsabilità che sono primariamente vostre.
PD Città di Lecco