Pare di vederla, Antonella Faggi Senatore. Pare di sentirla, Faggi Antonella Relatore. Là, nelle ovattate e ombreggiate stanze dei Palazzi romani accessori al Senato della Repubblica (perché oggi le maiuscole le metteremo tutte, anzi qualcuna più del dovuto, per far cogliere meglio il piano al quale siamo scesi). Ci ha dato dentro, senza risparmio, come sempre. Perché il compito in effetti, a questo giro, non era da poco: relatore, anzi, Relatore del tanto atteso decreto “Sblocca Cantieri”.

Lo Sblocca Cantieri e gli elogi a Salvini

E allora diamo un’occhiata a questa faticosa epopea legislativa. Anzitutto partendo dal metodo, che non si è lasciato fuorviare dagli incensi e dai riti degli eredi di Romolo: ringraziare Salvini, prima, dopo, durante. Grazie e ancora grazie, urbi et orbi et social, con tanto di numerose foto che la ritraggono con l’Amato Leader. Del resto si sa che – quando si è percettori di miracolo – è sempre bene ossequiare il Santo, anche laico, con parole, opere e immaginette ex voto.
E oltre il grazie, vi chiederete? Tanto, tanto lavoro. E siamo seri. Pare di vederla, per come ce l’hanno raccontata, agitata e laboriosa, spigolosa e morbida, tra carte e carteggi, stralci e strafalcioni, tomi e tóme, pareri degli uffici legislativi, norme, audizioni, lobbisti, pressioni politiche, maratone di emendamenti, ripensamenti del Governo, chiamate del Ministro, tirate di briglia della Lega. Eppure il Senatore Faggi ne è venuta fuori, con un prodotto tecnicamente più che decente, sopra il quale si sono addensate molte attese e molte tensioni. Quanto al contenuto di merito non sappiamo valutare. La maggioranza gialloverde lo vende come un successo. Le minoranze come un disastro. Lo svolgersi della realtà ci dirà chi ha ragione e chi torto.
Altri parlamentari di primo pelo non è detto ne sarebbero usciti bene, se non con una grossa quantità di pillole da prendersi in ordine corretto mattina e sera. Quindi un plauso di lecchese orgoglio ad Antonella Faggi Senatore, Relatore, Salviniana ortodossa.

Niente Commissario per la Statale 36

C’è un però, ovviamente. (Altrimenti che scriviamo a fare.. ) Quel però che giustifica le maiuscole e ci fa sospettare dell’interrato in cui siamo finiti.
Perché la domanda sorge spontanea: in tutto questo lavoro di legge, si sarà trovato un posticino per provare a risolvere i tanti e annosi problemi infrastrutturali della Provincia di Lecco? Ovvero: Faggi Senatore lecchese avrà un po’ “approfittato” del suo ruolo di Faggi Relatore romano per dare qualche risposta ad un sistema viabilistico al collasso? La risposta è sì. O meglio: ci ha provato, con un emendamento che prevedeva l’istituzione di un Commissario straordinario per la SS36 e la Lecco/Bergamo. Non sappiamo dire se il Commissario potesse essere la soluzione di tutti i mali, ma certamente avrebbe rappresentato un segnale di attenzione, un tentativo concreto. Orbene, è prassi che gli emendamenti del Relatore ottengano sempre parere favorevole, ma con la Faggi la prassi è andata a farsi benedire e senza scomodare il rosario di Salvini. Così, il jolly tenuto nascosto, ma che già davano per certo tutti i leghisti nostrani e qualche neo sindaco lacuale che ha scambiato la fascia tricolore per un palcoscenico, è finito nel cestino. Antonella non l’ha presa bene, e conoscendola c’è da giurarci. Ma alla fine, capita la malaparata, ha fatto melina davanti alla voce grossa di maggioranza e Governo. E ha sparato giù un altro grazie a Matteo, come se non ci fosse un domani.

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Non ci resta che sperare…

Il Senatore racconta ora che il provvedimento verrà ripreso, che lei non molla, che ha Lecco nel cuore, che il commissario si farà. Questa volta, a differenza di altri suoi fallimenti politici che dice determinati da altri, la partita è tutta nelle sue mani, senza alibi e senza complotti. E c’è da sperare che la vinca, per il nostro bene comune. Ci permettiamo solo un suggerimento non richiesto e alquanto leggero: per far passare l’emendamento al prossimo giro, non si limiti alle immagini votive con Salvini. Al Padre di tutti gli Italiani provi ad accendere anche un cero devoto, a nostro suffragio. Chissà mai che, fatto un miracolo per lei, ne esca uno anche per noi.