Sacchetti biodegradabili per la frutta e la verdura, usa e getta e a pagamento. Per i consumatori sono un obbligo dal 1° gennaio. Per il senatore lumbard Paolo Arrigoni  sono solo una tassa “ambientalista” inaccettabile.

Sacchetti biodegradabili imposti dal 1° gennaio

Paolo Arrigoni della Lega

“Ho fortissimi dubbi sulla reale sostenibilità delle attuali bioplastiche, ma ho la certezza che non risolvano problemi come la dispersione dei rifiuti in terra e nei mari (littering), e che questo sia un bel business fatto sulla pelle dei consumatori, per la gioia della Novamont cara al Pde al parolaio Renzi”.

Così interviene il senatore lecchese della Lega Paolo Arrigoni, membro della Commissione parlamentare Ambiente e Territorio, sulla norma che dall’1 gennaio ha imposto ai consumatori italiani che acquistano frutta e verdura di confezionarle in sacchettini di plastica biodegradabile rigorosamente usa e getta e a pagamento.

Obbligo per volere di Gentiloni

“La direttiva comunitaria, recepita con un emendamento al Dl Mezzogiorno, consentiva di esonerare dall’obbligo di compostabilità gli involucri destinati agli alimentari” ricorda Arrigoni. “Tuttavia in Italia per volere del Governo Gentiloni dal primo gennaio è scattato nei supermercati l’obbligo per legge all’uso di costosissimi sacchetti ‘naturali’ per l’acquisto di frutta e verdura. Peraltro preceduto dall’introduzione nelle mense di molte scuole (come quelle di Milano) dello stop all’uso di piatti e bicchieri in plastica tradizionale a favore di quelli realizzati in materiali compostabili, con significativi aumenti dei costi. Solo per le scuole di Milano sono stati stimati almeno 300 mila euro in più all’anno”.

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E il riciclo della plastica?

“Il risultato? – fa notare  il senatore – Nonostante in Italia la plastica grazie alla raccolta differenziata abbia ormai raggiunto percentuali elevate di recupero e riciclo, si spinge ora sempre più per sostituirla con plastica biodegradabile, molto più costosa, di precaria funzionalità e che crea problemi di funzionamento a numerosi impianti di compostaggio!”

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