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Referendum sulla Giustizia: il No prevale in Italia, ma la provincia di Lecco si distingue

Differenze locali significative tra aree montane e urbane, con un consenso marcato per il Sì in provincia.

Referendum sulla Giustizia: il No prevale in Italia, ma la provincia di Lecco si distingue

 

Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, tenutosi il 22 e 23 marzo 2026, ha visto prevalere il No a livello nazionale, conquistando circa il 54% dei voti contro il 46% di Sì. L’affluenza si è attestata attorno al 59% degli aventi diritto, un dato rilevante per un referendum confermativo che non richiede quorum.

La riforma, proposta dal governo di Giorgia Meloni, mirava a introdurre la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e a riorganizzare il Consiglio superiore della magistratura (CSM), con l’intento di rendere il sistema giudiziario più efficiente. Tuttavia, il risultato nazionale ha rappresentato un chiaro arresto alle modifiche costituzionali, sollevando interrogativi sul futuro delle riforme giudiziarie.

La Lombardia e la provincia di Lecco

In controtendenza rispetto al dato nazionale, la Lombardia ha visto il Sì prevalere con il 53,69% dei voti, mentre la provincia di Lecco ha registrato un’apertura ancora più netta, con il 55,30% di Sì. QUI I RISULTATI DI TUTTI I COMUNI

Le differenze territoriali all’interno della provincia sono evidenti. Nelle aree montane e in Valsassina, il sostegno al Sì è stato particolarmente forte: comuni come Casargo, Introbio e Moggio hanno superato il 73%, mentre Crandola ha registrato il 71,76% e Morterone addirittura il 78,95%. Anche Taceno e Sueglio hanno ottenuto risultati sopra il 68% e il 55% rispettivamente.

Spostandosi verso il Lago di Como e la zona collinare, le percentuali restano alte ma più moderate, con Bellano al 57,59%, Colico al 63,07%, Lierna al 61,21%, Varenna al 58,06% e Perledo al 60,51%, confermando un consenso stabile nelle aree lacuali.

Nella Brianza lecchese e hinterland, il quadro è più variegato. Alcuni comuni, come Monticello e Nibionno, superano il 60%, mentre altri, come Merate (51,19%), Casatenovo (52,79%) e Montevecchia (50,83%), mostrano margini più contenuti.

Nei centri urbani e nei comuni limitrofi al capoluogo, il Sì ha prevalso solo di poco: Lecco 50,96%, Malgrate 53,48%, Olgiate Molgora 50,74% e Vercurago 51,66%, suggerendo un consenso più fragile rispetto alle zone montane o collinari.

I comuni in cui il No ha prevalso sono stati solo sette, tutti nel Meratese: Cernusco Lombardone (53,08%), La Valletta (50,63%), Lomagna (52,78%), Osnago (52,75%), Paderno d’Adda (53,98%), Robbiate (50,26%) e Verderio (50,24%).

Tra i comuni lecchesi, spicca Premana, con il Sì al 79,54%, mentre la città di Lecco si colloca all’estremo opposto con il Sì che ha raggiunto appena il 50,96%. I comuni con Sì inferiori al 55% comprendono Lecco, Montevecchia, Olgiate Molgora, Merate, Galbiate, Garlate, Vercurago, Malgrate, Abbadia e Imbersago, evidenziando differenze locali significative anche all’interno della provincia.

La consultazione offre quindi un quadro chiaro: sebbene a livello nazionale il No sia prevalente, la provincia di Lecco mostra un gradiente territoriale marcato, con forte consenso nelle zone montane e collinari, medio-alto nelle aree lacuali e più contenuto nelle aree urbane. Questo risultato illumina le diverse percezioni della riforma e il tessuto politico locale, fornendo spunti rilevanti per le future strategie elettorali e i dibattiti sulla giustizia.