Non solo la Legge Lorenzin sui vaccini. Il senatore leghista Paolo Arrigoni ha presentato a Palazzo Madama una proposta di legge per ritornare all’elezione diretta dei rappresentati di province e città metropolitane.

Arrigoni rivuole le “vecchie” province

“A distanza di un anno e mezzo dal progetto, pericoloso e confuso, della riforma costituzionale di Renzi e del PD, che si configurava come un preciso manifesto politico neocentralista che vedeva gli enti locali come “fondi di cassa” da indebolire oltre che economicamente anche politicamente, e che fortunatamente è stato rigettato al mittente scongiurando così una possibile crisi sempre più profonda del rapporto tra politica e cittadini, è ora di rispettare l’esito referendario del 4 dicembre 2016 e di far tornare gli enti territoriali come province e città metropolitane a essere rappresentativi come un tempo, prima cioè della  Legge Delrio del 2014” sostiene l’ex sindaco di Calolzio.

Servono più fondi

“Serve restituire funzioni, competenze e dignità istituzionale alle province e alle città metropolitane che rappresentano enti intermedi fondamentali tra i piccoli comuni e le regioni. Allo stesso tempo – insiste il parlamentare lecchese – servono più fondi: dal 2013 al 2017 lo stato ha tagliato 5,2 mld di euro a questi enti che non riescono più a rispondere ai servizi primari per i cittadini come sicurezza strade, ponti, scuole, manutenzione dei beni pubblici”.

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La Provincia di Lecco

“La Provincia di Lecco, in particolare, ha recentemente approvato, nell’imbarazzo generale degli amministratori, un bilancio che prevede appena 35mila per il taglio dell’erba e 390mila euro per la manutenzione delle strade; cifre appena sufficienti per un comune di medie dimensioni, non certo per un ente che si deve occupare di circa 400 km di strade già in condizioni disastrose!”

Ripristinare le funzioni fondamentali

“Con la nostra proposta di Legge – conclude l’ex sindaco di Calolzio – chiediamo di ripristinare le funzioni fondamentali delle province in una legislazione ante Legge Delrio, il ritorno all’elezione diretta del Presidente e dei membri del Consiglio provinciale per dare la possibilità ai cittadini di scegliere da chi essere amministrati e il fondamentale recupero delle risorse economiche che via via lo stato ha sottratto lasciando i cittadini senza servizi e le province in una situazione di dissesto e grave difficoltà”.