Si avvicina una data cruciale per il Pd: domenica 3 marzo il popolo dei dem sarà chiamato alle urne per le primarie che decreteranno il nuovo segretaio de partito. A contendersi il ruolo saranno  sono Nicola ZingarettiMaurizio Martina e Roberto Giachetti. E nel lecchese gli amministratori locali stanno scendendo in campo a sostegno dei propri candidati

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Primarie Pd, Fragomeli e Straniero: “Parola d’ordine unità, noi stiamo con Martina”

Il consigliere Regionale Raffaele Straniero e il deputato Gian Mario Fragomeli hanno deciso di sostenere Maurizio Martina.  Ecco il loro “appello al voto”

Le Primarie per l’elezione del Segretario nazionale del Partito Democratico rappresentano una preziosa occasione che non deve essere assolutamente sprecata.
In una fase storica come quella attuale, nella quale personaggi come Salvini e i più bassi istinti del “noi contro il resto del mondo” sono all’apice del consenso, abbiamo l’opportunità, attraverso un reale atto di democrazia partecipativa, di rigenerare una comunità coesa e determinata che è chiamata a svolgere l’unico e necessario ruolo di opposizione e di alternativa rispetto all’attuale governo “gialloverde”.

Per questo, sentiamo il dovere di invitarti, il prossimo 3 marzo, a votare e a far votare alle Primarie del Partito Democratico!
Maggiore sarà il numero degli elettori di queste Primarie, maggiore sarà la forza che il nuovo Segretario nazionale potrà imprimere per il rilancio del Partito Democratico.

Da parte nostra, abbiamo scelto di sostenere la candidatura di Maurizio Martina.

Riteniamo, infatti, che alla guida del PD sia oggi necessario avere un Segretario giovane ma che abbia la giusta esperienza ed un forte spirito unitario, qualcuno che abbia già dato prova di essere all’altezza dei compiti che gli sono stati affidati (pensiamo, ad esempio, al successo di Expo 2015 ed al rilancio del Made in Italy) e che sia in grado di tenere unite le diverse sensibilità presenti all’interno del Partito. La candidatura di Maurizio conferma la linea riformista del PD, senza tentennamenti né ritorni al passato, prendendo allo stesso tempo consapevolezza degli errori commessi e puntando dunque ad operare le necessarie correzioni, nel segno di una maggiore attenzione ai soggetti più deboli e all’equità sociale.

Nella persona e nel lavoro di Maurizio ritroviamo quella concretezza e quell’operosità tipicamente lombarde, due qualità che, a nostra volta, abbiamo sempre cercato di perseguire nei ruoli istituzionali che, nel corso degli anni, abbiamo avuto l’onore di sostenere. Una figura come la sua riteniamo possa quindi parlare direttamente ai tanti lombardi – ma non solo – che, stanchi di parole e promesse,  ancora credono fermamente nell’etica del lavoro.

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