La situazione di disagio in cui versano diversi sportelli postali della nostra provincia e anche di quella comasca non è più una situazione di cui si discute solo sul territorio. Presto le problematiche verranno affrontate anche … a Roma. Ciò grazie alla “discesa in campo” di Chiara Braga, capogruppo del PD in Commissione Ambiente alla Camera. La parlamentate infatti  ha depositato un’interrogazione  rivolta al Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, “affinché Poste Italiane Spa, a cui il Governo ha affidato il servizio postale universale fino al 2026, possa attuare un potenziamento reale delle politiche attive del lavoro”. Ciò con particolare riferimento alle  difficoltà   delle  Poste a Lecco e a Como.

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Difficoltà delle Poste Lecco e Como

Da tempo ormai si levano proteste, anche da parte dei sindacati, per i disservizi delle Poste, sopratutto nei territori di Lecco e Como. La Uilposte del Lario ha di recente denunciato l’angosciante situazione che vive il personale di Poste italiane, proprio nel territorio lariano, e il rischio di ulteriori disservizi con il mese di dicembre.

La deputata comasca, Chiara Braga, ha preso quindi atto della situazione in cui versano le Poste nel territorio lariano, e ha deciso di inoltrare l’interrogazione parlamentare. “Nei giorni scorsi alcuni rappresentanti sindacali della provincia di Como hanno segnalato a mezzo stampa (vedi articolo sopra)  una serie di disagi non più tollerabili nel funzionamento del servizio di sportello. Disagi  intervenuti a seguito dell’azione di razionalizzazione dell’organico da parte di Poste Italiane”, si legge nel documento della parlamentare dem.

Organico insufficiente e turni massacranti: i punti critici delle Poste lariane

“Nella provincia di Como e Lecco sono ormai continue le richieste di ‘distacco’ dei dipendenti di Poste Italiane da un ufficio all’altro per tamponare un’emergenza divenuta ormai cronica, derivante dalla mancata
sostituzione del personale cessato a vario titolo”, continua la deputata.

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Le situazioni più critiche – segnalate nel documento – si trovano negli uffici postali comaschi dei comuni di Tavernerio, Lurate Caccivio, Como (Prestino), Capiago Intimiano e dell’Alto Lago di Como e di quelli lecchesi di Mandello del Lario, Bellano, Valmadrera, Castello Brianza e Abbadia, dove da mesi il personale dedicato allo sportello risulta ancora insufficiente.

“A destare preoccupazione sono soprattutto le condizioni e i carichi di lavoro a cui sono sottoposti i lavoratori allo sportello degli uffici postali in carenza di organico indotti ad effettuare ore di straordinario e doppi turni, con ritmi di lavoro non più sostenibili”, scrive Braga.

Un atto dovuto, per il rispetto dei lavoratori

Per la deputata quindi  l’interrogazione è stato un atto più che dovuto “Allarmanti appaiono le pressioni continue e assillanti, segnalate anche dalla stampa locale, esercitate da taluni quadri aziendali nei confronti di alcuni dipendenti delle sale consulenze, al fine di raggiungere obiettivi e budget aziendali relativi alla vendita di prodotti finanziari e commerciali. Pressioni talvolta esercitate con atti o atteggiamenti che vanno oltre il limite del rispetto della dignità del lavoratore”, sottolinea Braga.

“Ho chiesto al Ministro di promuovere azioni affinché Poste Italiane salvaguardi le condizioni dei lavoratori evitando il verificarsi, soprattutto nel settore delle consulenze, di pressioni commerciali avvilenti e umilianti per i lavoratori”, conclude.