Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, si è espresso sul raddoppio dell’Ires per le organizzazioni no-profit, inserito nella Manovra, con un messaggio diretto al vicepremier Matteo Salvini.

Più tasse per il Volontariato

Signor ministro, se la prenda con chi vuole, con i vescovoni, con la stampa cattolica, con i preti meschini e arrivisti ma non tocchi l’umanità.

Così il religioso a capo della Conferenza episcopale italiana riguardo alla scelta di sopprimere quel 50% di sconto sull’imposta sul reddito che da 65 anni lo Stato riconosceva alle realtà della galassia del Volontariato.

Terzo settore equiparato alle altre società

Per l’arcivescovo il raddoppio dell’imposta sul reddito delle società, che passa dal 12% al 24%, “non è un dono, ma una provocazione“.

Nel Terzo Settore prestano servizio cinque milioni e mezzo di volontari censiti dall’Istat (un italiano su sei, dai venti ai sessantaquattro anni), e si contano quasi 350mila organizzazioni senza fini di lucro.

Le posizioni nel Governo

Se la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli (Lega) ha spiegato che non sarà tassata la beneficenza, ma quella parte degli enti non commerciali che fanno utile (“La norma si riferisce alla persona giuridica – e non alla persona fisica – che fa profitti”), il premier Giuseppe Conte promette una ricalibratura della norma a gennaio, mentre il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha dichiarato che la norma andrà cambiata (“Anche se non può essere cambiata subito in manovra, ma si interverrà nel primo provvedimento utile”).

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Che cos’è l’Ires

Se le persone fisiche pagano l’IRPEF, le società sono tenute a versare l’IRES. L’IRES è l’imposta sul reddito delle società. È un’imposta che si determina annualmente applicando un’aliquota proporzionale alla base imponibile formata dai ricavi meno i costi deducibili. Ma attenzione, perché  il calcolo dell’IRES non è una banale sottrazione della totalità dei costi sostenuti ai ricavi. Non tutti i costi infatti sono deducibili, o interamente deducibili (LEGGI DI PIU’).