Nella mattinata di oggi 28 Dicembre 2018, una delegazione unitaria dei sindacati dei pensionati lecchesi, ha incontrato presso la Prefettura di Lecco il vicario Dott. Gennaro Terrusi e la responsabile del Gabinetto prefettizio Dott.ssa Nicoletta Tulli, per esprimere compiutamente le ragioni del disagio dei pensionati del territorio in relazione ai contenuti della manovra di bilancio in corso di approvazione definitiva alla Camera dei Deputati.

Sindacati lecchesi in Prefettura

I segretari generali di Spi CGIL Marco Brigatti, di Fnp CISL Giorgio Galbusera e di Uilp UIL Pierangelo Bonfanti, assieme ai rappresentanti di alcune zone della nostra provincia, hanno fatto presente “la grande preoccupazione per l’ennesima imminente revisione del meccanismo di rivalutazione delle pensioni, che disattende l’accordo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali col Governo a Settembre 2016, penalizzando ancora una volta soprattutto le pensioni maturate nel lavoro dipendente”.
Rispetto al sistema di crescita annuale delle pensioni che CGIL CISL e UIL avevano pattuito, il nuovo “raffreddamento” previsto dall’attuale governo comporterà, per le pensioni superiori a 1522 euro lordi mensili, una perdita da 65 a 325 euro annui, a partire dal 2019 e per il resto della vita.

Le pensioni

“Davvero, ancora una volta, si sceglie di far cassa sulle pensioni in essere” si legge in una nota unitaria dei tre sindacati lecchesi. ” E’ dal 2012 che le pensioni crescono pochissimo, si era finalmente vicini all’attuazione di un punto di svolta e invece, il cosiddetto “governo del cambiamento” sia allinea alla prassi ormai consolidata, e senza prevedere alcun meccanismo compensativo sui costi della sanità o sul fronte fiscale, nel quale addirittura si interviene con lo stralcio delle cartelle premiando di conseguenza ampie aree di evasione fiscale”.

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La difesa di un diritto

Il Dott. Terrusi, vicario prefettizio, ha registrato le considerazioni dei rappresentanti sindacali, ha manifestato interesse verso le nostre argomentazioni impegnandosi oggi stesso ad interloquire con i Ministeri dell’Interno e delle Finanze per rappresentare i contenuti dell’incontro. “Anche a Lecco, cosi come in tante altre province lombarde e italiane, i pensionati di CGIL CISL e UIL hanno manifestato, attraverso presidi o incontri con le Prefetture locali, per affermare che la pensione non è e non deve essere considerata una concessione dello Stato, ma un diritto maturato attraverso il regolare versamento di contributi per la tutela della propria vecchiaia: la pensione è stipendio differito, non è un trattamento di assistenza concesso per una vecchiaia povera” concludono i sindacalisti lecchesi. “Se non si tiene fermo questo concetto le conseguenze saranno pesanti per tutta la tenuta del sistema dei diritti sociali e del lavoro. Vogliamo continuare ad affermare con forza questo concetto, e lo faremo attraverso le iniziative che, a partire dai primi mesi del nuovo anno, i sindacati dei pensionati, unitariamente, organizzeranno a livello locale e a livello nazionale”.