Disinnescare il rischio degli aumenti Iva legato alle clausole di salvaguardia. Ridurre il cuneo sul costo del lavoro e procedere alla riforma dell’Irpef. Dare impulso agli investimenti in innovazione e infrastrutture. Sono le richieste pressanti avanzate da Confcommercio Imprese per l’Italia dopo la nascita del nuovo Governo guidato dal premier Giuseppe Conte (Esecutivo che stamane ha giurato davanti al Capo dello Stato.

Gli auspici di Confcommercio Lecco per nuovo Governo

“Nell’attesa di conoscere il programma per cui il presidente Conte chiederà la fiducia del Parlamento, non posso che unirmi all’appello che viene dalla Confcommercio nazionale: fare presto e bene – evidenzia il presidente di Confcommercio Lecco, Antonio Peccati – I tempi per la predisposizione della Legge di Bilancio sono ormai strettissimi e  lo scenario economico internazionale – tra tensioni commerciali, Brexit e frenata della Germania – preoccupa fortemente e i suoi contraccolpi rischiano di essere particolarmente pesanti per il nostro Paese che registra una crescita zero e un debito pubblico ingombrante”. 

“No all’aumento dell’Iva e abbassare le tasse”

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I provvedimenti fondamentali sono chiari e Confcommercio li ribadisce da mesi: “Come sempre non ci interessano né le premesse relative alla formazione dell’Esecutivo né il suo colore politico. Noi guardiamo ai risultati e all’efficacia dei provvedimenti per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi che noi rappresentiamo. Le priorità sono chiare. Bisogna immediatamente disinnescare il rischio di aumenti Iva per oltre 50 miliardi di euro tra il 2020 e il 2021, ma anche mettere in campo interventi di riduzione del cuneo fiscale e contributivo sul costo del lavoro. Inoltre come associazione torniamo a chiedere una riforma complessiva delle aliquote Irpef tesa a ridurre una pressione fiscale sempre più insopportabile per famiglie e imprese. Insieme, poi, va perseguito un forte impulso agli investimenti. E condivido in pieno anche l’auspicio che le parti sociali, tra cui Confcommercio, vengano coinvolte in un confronto costante e strutturato per evitare fughe in avanti su temi come il salario minimo o i costi energetici”.

“Servono meno tensione e più tranquillità”

Il presidente Peccati poi conclude: “Per fare ripartire i consumi servono meno tensione e più tranquillità. Se il cittadino non si sente sereno e fiducioso, rimanda gli investimenti se non sono urgenti e improrogabili. E questo blocca la domanda interna, che è fondamentale per la nostra economia e le nostre imprese. Da lecchese, infine, mi auguro che ci sia maggiore attenzione al nostro territorio dal punto di vista delle infrastrutture, che restano una delle emergenze più evidenti”.