Ancora strascichi politici dopo la sentenza Metastasi Bis. Ieri i primi  a dare una lettura non giudiziaria alla sentenza dei giudici milanesi sono stati l’onorevole  Paolo Grimoldi, deputato della Lega e segretario della Lega Lombarda e il segretario della Lega per la provincia di Lecco, Stefano Parolari che hanno invitato il Pd Lecchese a chiedere le dimissioni del sindaco Brivio. Sindaco che è stato pubblicamente e strenuamente difeso dal consigliere regionale dem Raffaele Straniero. 

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Le conseguenze politiche della sentenza Metastasi

Ora sulla vicenda torna l’ex sindaco di Calolzio,  il Senatore Paolo Arrigoni, Questore a Palazzo Madama.  “La sentenza d’appello bis del processo Metastasi conferma, se ancora ce ne fosse stato bisogno, un quadro inquietante e pone Virginio Brivio di fronte alle sue responsabilità politiche, che minano la sua credibilità come Sindaco di Lecco e come rappresentante, in qualità di presidente di Anci Lombardia, di tutti i comuni lombardi”.

L’interrogazione nel 2014

Nel 2014, a seguito degli arresti che sconvolsero il territorio lecchese, presentai in Senato un’interrogazione rivolta all’allora Ministro dell’Interno Alfano perché promuovesse l’istituzione di una commissione di accesso agli atti per acquisire dalle amministrazioni comunali di Lecco e Valmadrera dati, documenti e notizie in modo da verificare eventuali infiltrazioni di tipo mafioso e individuare l’eventuale presenza di collusioni con la criminalità organizzata, valutando con accuratezza l’ipotesi di procedere allo scioglimento dei consigli comunali”, ricorda Arrigoni. “Oggi, l’ultimo atto del processo Metastasi, rende ancora attuale e necessario un atto di responsabilità politica da parte del Sindaco Brivio e della sua maggioranza – che non c’è mai stato – in primo luogo per verificare se possano esserci state azioni di condizionamento sugli atti approvati dal Comune di Lecco da parte dell’ex consigliere Palermo”.

“Lista inquinata dalla ‘Ndrangheta”

Se la sentenza d’appello fosse giunta prima Virginio Brivio si sarebbe davvero candidato per un secondo mandato sapendo di aver vinto le precedenti elezioni con una lista inquinata dalla ‘Ndrangheta? Il PD avrebbe davvero presentato la sua candidatura per presiedere Anci Lombardia?  – conclude Arrigoni – Sono convinto che i cittadini di Lecco e i sindaci di Anci si sarebbero comunque guardati bene dal votarlo”.

La posizione di Forza Italia

La richiesta al sindaco di Lecco di lasciare il suo posto a Palazzo Bovara  oggi arriva anche dagli azzurri.  Ma le motivazioni esulano dalla vicenda Metastasi. “Siamo costretti a chiedere le dimissioni del Sindaco Brivio per come oggi la città è diventata, per i passi indietro, per i disservizi che esistono, per i tanti punti interrogativi che restano dopo nove anni di amministrazione” commenta il Consigliere  di Forza Italia Comunale Emilio Minuzzo  “Molti sono gli esempi che avvalorano le nostre affermazioni: l’aumento dei costi per la pulizia della città senza vederne i risultati, il costo dei parcheggi con tariffe draculesche. L’unica idea di turismo sviluppata in questi anni sembra sia la ristrutturazione del ponte Kennedy; ristrutturazione progettata con l’ausilio di professionisti che cubano con la loro parcella più del 6% sul valore dell’opera, delegittimando gli uffici tecnici comunali” spiega ancora Minuzzo. “Tanto chiasso, come sempre, tra annunci e comunicati per un’opera poco significativa, ma decantata come porta d’ingresso della città. Si pensa di progettare la luna e non ci si occupa dell’ordinaria amministrazione: ad esempio per più di un mese in via S. Stefano è rimasto un materasso sul marciapiede senza che nessuno sia intervenuto.. per la serie il meglio deve ancora venire….”

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Presa di distanze dalla Lega

“Non condividiamo” conclude Minuzzo “la richiesta della Lega di passo indietro per la vicenda Metastasi da parte del Sindaco Brivio, chiediamo al Sindaco di dimettersi per la sua inconcludenza nell’amministrare la città ….. forse per le responsabilità politiche di allora andrebbe censurato il segretario cittadino del Partito democratico di allora. NOI DI FORZA ITALIA FACCIAMO POLITICA E NON GIUSTIZIALISMO; anche perché al contrario del vice premier Di Maio, abbiamo studiato storia; e chi di ghigliottina perisce rischia poi a sua volta di subire la medesima pena”.