La «rivoluzione» di Forza Italia, la nomina dei due commissari nazionali Toti e Carfagna, l’arrivo di Salini in Lombardia e l’evento di domani, sabato, con inizio alle 9,30, a Sesto San Giovanni, al Grand Hotel Villa Torretta, sono al centro dell’intervista con Mauro Piazza, 46 anni, consigliere regionale di Forza Italia, eletto al Pirellone come il più votato del territorio lecchese.

Per il suo movimento in questi giorni ci sono state importanti novità, cosa ne pensa?

«La nomina di Giovanni Toti e di Mara Carfagna come coordinatori nazionali da parte del presidente Silvio Berlusconi è una notizia molto positiva, e che dimostra come Forza Italia sia pronta a rinnovarsi e rendersi nuovamente protagonista nel panorama politico. Aprire un percorso democratico che ampli il perimetro, anche con visioni politiche dialettiche sul futuro di Forza Italia, farà sviluppare nuove energie e risorse che ci permetteranno di superare un momento difficile».

Quali saranno secondo lei i cardini sui cui poggerà questo nuovo corso di Forza Italia?


«Verrà sicuramente dato più spazio ai territori e alle reti di amministratori, i quali sono ancora oggi le nostre più grandi risorse, per questo insieme ad alcuni colleghi del gruppo consiliare regionale abbiamo lanciato per domani, sabato 29 giugno, a Sesto San Giovanni  l’evento “Il Futuro per FORZA”, un momento di dialogo tra chi ha a cuore il Futuro del nostro movimento  a cui parteciperanno entrambi i neo coordinatori nazionali».

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Di cosa parlerete?

«Di regole e di contenuti.  Troppo spesso Forza Italia, nella scelta sia della classe dirigente che di quella parlamentare, ha indicato persone prive di collegamento e riferimento con il territorio, un approccio  che nelle recenti consultazioni politiche abbiamo pagato vedendoci superare da chi ha saputo investire sui propri sindaci e amministratori. E anche i nostri contenuti hanno bisogno di nuovi interpreti: spesso ciò che diciamo è penalizzato da chi lo dice».

E a livello lombardo ci saranno delle ripercussioni ? Come giudica la nomina a commissario regionale dell’eurodeputato Massimiliano Salini?


«Anche questo è un ottimo segnale. Max è un amico con cui mi accumuna il modo di fare politica. Prima della sua nomina ha fatto l’amministratore locale, sa cosa vuol dire mettersi in gioco per la propria comunità locale. Nelle recenti elezioni europee ho sostenuto la sua ricandidatura a Strasburgo e anche i voti ottenuti in provincia di Lecco hanno contribuito al grande risultato di consensi, subito dopo il presidente Berlusconi.  La sua nomina  a commissario regionale rappresenta una novità che spero sia avvallata e confermata  anche da un momento elettivo e partecipato, in maniera da legittimare attraverso un processo democratico questa scelta. Auguri di buon lavoro, c’è molto lavora arretrato da recuperare».