Domenica 9 settembre a Ravenna si è tenuta l’assemblea nazionale dei circoli Pd. E Lino Cassese ha avuto l’onore di portare la voce dei democratici bergamaschi con un discorso pieno di parole d’incoraggiamento, orgoglio e solidarietà.

La Festa Nazionale de l’Unità

Dal 24 agosto al 10 settembre si è tenuta a Ravenna la Festa Nazionale de l’Unità. E qui domenica 9, penultimo giorno della manifestazione, si è svolta in particolare l’Assemblea nazionale dei circoli del Partito Democratico. Un momento di discussione e confronto tra tutti i gruppi democratici d’Italia in cui sono stati affrontati temi politici riguardanti le aree metropolitane, le associazioni, i Comuni, la disoccupazione, la società in generale e molto altro.

Il discorso completo di Lino Cassese

Nel corso di questa assemblea nazionale hanno preso la parola diversi esponenti Pd. Tra loro, a portare la voce dei Democratici bermaschi è stato Lino Cassese, segretario del circolo di Calusco d’Adda:

Care democratiche e cari democratici, buon pomeriggio a tutti. Sono Lino Cassese, segretario del circolo Pd di Calusco d’Adda, paese in provincia di Bergamo situato nella zona dell’Isola Bergamasca. Approfitto del palco dell’assemblea nazionale per mandare un saluto a tutti gli amici del circolo di Calusco d’Adda, del Pd Isola Bergamasca, al nostro segretario di zona Raffaello Teani e al nostro segretario provinciale Gabriele Riva. Un augurio speciale di buon compleanno al segretario nazionale Maurizio Martina, bergamasco come noi. Dovete sapere che noi dell’Isola Bergamasca siamo un po’ anomali… A differenza di quanto il nazionale ha fatto vedere in questi ultimi anni noi, nonostante le diverse mozioni sostenute alle primarie, abbiamo sempre lavorato uniti, fianco a fianco e senza nessun tipo di rivalità o antagonismo. Per noi gli obiettivi da raggiungere sono sempre stati gli stessi e siamo consapevoli che per raggiungerli c’è bisogno dell’impegno, delle capacità e del sostegno di tutti. Ne sono una prova, oltre alle varie battaglie portate avanti, anche l’organizzazione delle Feste de l’Unità della nostra zona. In particolare la Festa de l’Unità di Carvico e Calusco, che organizza il mio circolo insieme a quello di Carvico guidato da Angela Reggiani e Edy Guarnaroli,  e la festa di Brembate. Queste feste ogni anno battono i record di quelli precedenti, portando in 11 giorni di festa più di 15mila persone. Ma la cosa sorprendente è vedere queste feste animate dai volontari di tutti l’Isola Bergamasca. Come sapete benissimo anche voi le Feste de l’Unità sono l’unica fonte di sostentamento per pagare l’affitto della sede, le bollette e fare attività politica durante l’anno. Molte feste di paesi vicini al nostro sono andate in crisi in questi anni, in particolare per l’assenza di volontari o di qualcuno che si prendesse la responsabilità di organizzarle. Non potevamo permettere l’assenza di queste feste e la conseguente chiusura dei circoli limitrofi e quindi, confrontandoci con tutta la nostra zona, ci è sembrato giusto coinvolgere nelle feste di Carvico e di Brembate anche i volontari degli altri paesi. Ne è nata una squadra perfetta che è anche una grande famiglia e oggi possiamo dire con orgoglio che, grazie a questo coinvolgimento di altri volontari, nessun circolo ha chiuso e tutti possono mantenere le proprie sedi e portare avanti le proprie attività. Un’altra anomalia che ci contraddistingue, e qui cito con orgoglio il nostro circolo di Calusco d’Adda, è la presenza di tanti giovani.  Sette anni fa, insieme all’amico e compagno di tante battaglie Maurizio Brescia, abbiamo creato un gruppo locale di Giovani Democratici: tutti ragazzi giovanissimi con la voglia di spendersi in prima persona e metterci la faccia, sempre. A differenza di altri, capaci di fare solo i leoni da tastiera dietro ad uno schermo. No, noi non siamo fatti così e rivendichiamo con forza questa differenza. La differenza di chi vuole sapere, di chi studia e di chi cerca di cambiare le cose in prima persona. Delle due persone che hanno fondato il gruppo Gd Calusco, oggi ci sono una ventina di altri ragazzi che lo animano e portano avanti le sfide quotidiane, dalla politica locale a quella nazionale. Vi ho raccontato tutto questo perché penso che il Pd abbia il dovere di non deludere questi ragazzi e tutti quei volontari dei circoli locali che ogni giorno si impegnano in sede, ai gazebi, alle iniziative e alle Feste de l’Unità. Lo voglio dire con forza qui dalla festa nazionale: basta correnti e basta liti interne! Queste lotte interne non stanno facendo altro che portare il partito alla deriva e ad un immobilismo preoccupante. Ma cosa stiamo aspettando? Il collasso definitivo? Noi eravamo l’unico argine che poteva contenere il populismo e il ritorno dell’estrema destra… Abbiamo distrutto questo argine e il risultato è sotto gli occhi di tutti. In questa situazione drammatica che sta attraversando il nostro paese e l’Europa, penso che il nostro partito abbia bisogno di ripartire da zero e mi permetto di consigliare alla Segreteria nazionale di sottoscrivere un manifesto o una carta d’intenti.  Vi do anche il titolo: “Manifesto per un centrosinistra unito, progressista e europeista. Ovviamente alla base di questo manifesto non può che esserci l’antifascismo, principio fondamentale e imprescindibile della nostra repubblica e democrazia che dobbiamo difendere con tutte le nostre forze! Perché unito, progressista e europeista?

  • Unito, perché deve essere privo di lotte intestine, privo di correnti e privo di persone sempre pronte a fare una scissione reputandosi sempre più a sinistra di altri e privo di chi pensa semplicemente alla candidatura facile
  • Progressista, ovvero rivolto al futuro. Siamo quasi negli anni ’20 del 2000. Il Pd cosa sta aspettando ad entrare nel futuro? Il mondo del lavoro, ad esempio, è completamente cambiato e ci mette di fronte a nuove sfide non affrontabili con vecchie ricette o a colpi di slogan. Non possiamo permetterci di continuare a guardare al passato.
  • Non ci sono dubbi. Noi al momento siamo l’unica forza europeista di tutta l’Unione Europea e abbiamo la responsabilità di non farla fallire e di migliorarla, da europeisti. Perché neanche a me piace l’Europa di oggi, basata solo su austerità e economia, ma la voglio cambiare da europeista!

Il 31 agosto scorso ricorreva l’anniversario della nascita di Altiero Spinelli. Sarebbe stato bellissimo festeggiare l’anniversario della sua nascita in un clima di Europa unita. Invece oggi quell’Europa unita che lui tanto sognava e che è riuscito in parte a realizzare, regalandoci più di 70 anni di pace, vive uno dei momenti più bui della sua storia. E’ dilaniata da nazionalismi e costanti spaccature interne, guidata da uomini piccoli che, proprio nel giorno del suo compleanno, hanno dimostrato la loro pochezza parlando di “ore legali e solari” anziché impegnarsi per risolvere i gravi problemi che la attanagliano. Il momento è drammatico e lo dimostra il fatto che non si ha la percezione di quello che sta accadendo. Nonostante tutto io voglio però guardare il bicchiere mezzo pieno, pensando proprio alla figura di Altiero Spinelli e a quello che è riuscito a realizzare. Pensare al suo manifesto di Ventotene per un’Europa unita scritto mentre era in esilio, in carcere, durante il fascismo e la seconda guerra mondiale, in un momento in cui un’Europa unita era impensabile, mi dà coraggio. E penso che proprio da questo coraggio, molto probabilmente lo stesso che ha guidato il suo cuore in un periodo sicuramente più drammatico, possa dare la forza alla nostra generazione e al nostro partito di ripartire. E perché no, in chiave europea, completare il suo sogno, ponendoci come obiettivo quello di creare gli Stati Uniti d’Europa, finalmente. Piangersi addosso non è la risposta ai nazionalismi. Agire, studiare e impegnarsi per cambiare, guardando al futuro, sì. E noi come Pd  e nuove generazioni abbiamo il dovere di realizzare tutto questo. Mettiamoci al lavoro, tutti insieme. Abbiamo già perso troppo tempo, è giunto il momento di ricostruire il centrosinistra e io non voglio sicuramente stare a guardare. Buon lavoro a tutti!