Lecco sfida Salvini: passa la mozione contro il decreto sicurezza presentata dal consigliere comunale Alberto Anghileri di Con  la Sinistra Cambia Lecco (che recentemente ha proposto anche di invitare  in città il sindaco di Riace Mimmo Lucano). Un vittoria, quella dell’ex sindacalista della Cgil che ha del clamoroso visto che Lecco è il primo capoluogo di provincia lombardo che si oppone di fatto al decreto. Una mozione analoga è stata presentata a Milano ma non è stata ancora votata  mentre in altre Regioni, come in Piemonte, Puglia, Veneto ed Emilia, altri consigli comunali hanno detto sì (QUI IL TESTO INTEGRALE DELL’ORDINE DEL GIORNO DI ANGHILERI).

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Un decreto che “trasuda odio”

Il decreto legge su immigrazione e sicurezza, votato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri il 24 settembre scorso, pone un forte ridimensionamento dello SPRAR – Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati e cancella il permesso di soggiorno per motivi uumanitari.

“Un decreto che trasuda odio e vuol trovare un nemico che non c’è e non serve” ha detto Anghileri presentando la sua proposta. Ma anche “un decreto sbagliato che non funzionerà”, con ricadute sul territorio, a livello locale, peggiori del problema che intenderebbe risolvere. “Per noi è meglio avere situazione come quella del Bione o quanto si è realizzato con lo Sprar? Meglio un sistema che  fa integrare queste persone in piccoli gruppi nei nostri paesi? O meglio concentrarne 100-150 in un centro di accoglienza a far niente? Alla fine parliamo di 21mila persone arrivate da gennaio ad oggi, un numero assolutamente gestibile”.  L’esponente  di con  la Sinistra Cambia Lecco ha lanciato una provocazione ai leghisti in aula e non solo: “Se un vostro figlio all’estero va a fare il cameriere è un cervello in fuga. Se invece è uno di questi qui, scappati da paesi in guerra, allora è  un delinquente?”.

Proprio ieri il sì della Camera

Proprio ieri il Decreto Salvini è stato approvato alla Camera. Il Governo, su questo delicato tema ha posto la Questione di fiducia che è stata votata dai deputati M5s e Lega, più 3 del gruppo misto. Il decreto legge interviene sulle norme relative a protezione internazionale, immigrazione e sicurezza pubblica, sulla funzionalità del ministero dell’interno e dell’agenzia dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (è prevista anche delega al governo per il riordino del personale della polizia e delle forze armate. Il provvedimento deve essere convertito in legge entro il 3 dicembre.

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Ma Lecco sfida Salvini

Ma il Consiglio comunale di Lecco ha detto no e ha approvato la mozione che di fatto impegna ” Sindaco e la Giunta a chiedere al Ministero dell’interno ed al Governo di sospendere, in via transitoria fino a conclusione dell’iter parlamentare, gli effetti dell’applicazione del Decreto legge n.113/2018 e ad aprire un confronto con le città italiane, al fine di valutare le ricadute concrete di tale Decreto sull’impatto in termini economici, sociale e sulla sicurezza dei territori”.

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La maggioranza non solo ha appoggiato l’ordine del giorno, ma lo ha anche rafforzato con un emendamento “che vuole rendere più concreto l’impegno del sindaco e della Giunta”. Ovvero un mandato a sostenere “le attività già avviate attraverso il proficuo accordo sottoscritto con la Prefettura”.

I voti

18 si, 6 no, 2 astenuti.  Hanno votato contro Lega, Forza Italia e  lista Bodega. Astenuto il Nuovo Centro Destra. A favore  della Mozione Anghileri si sono espressi i consiglieri del Partito Democratico, di Vivere Lecco e di Appello per Lecco. Assente Massimo Riva del Movimento Cinque Stelle.

La posizione di Riva, M5S

E proprio l’assenza del pentastellato ha sollevato i rumors più stuzzicanti dal punto di vista politico visto che, a livello nazionale, il Decreto Sicurezza è stato “partorito” dal governo Gialloverde che sancisce l’alleanza tra il Movimento e la Lega. Una “bigiata” strategica l’ha definita qualcuno, per evitare di mettersi nelle condizioni di creare frizioni con la Lega (soprattutto dopo una settimana in cui la vicenda inceneritore non ha certo contribuito a far andare gialli e verdi in una direzione univoca). Ma a fugare ogni dietrologia ci ha pensato il diretto interessato con un post su Facebook: “Ho saltato tutta la seduta della seconda parte del Consiglio iniziato lunedì.  Avrei comunque votato contro la mozione”.

I profughi premiati

Non è la prima volta che la nostra cittadina non si “allinea” a direttive  o a indirizzi “superiori”, almeno sul fronte dell’immigrazione. Clamoroso il caso di qualche settimana fa quando, proprio mentre in Regione Lombardia passava la mozione per  premiare e incentivare i Comuni che non usano profughi come manodopera per la manutenzione del verde pubblico, Lecco premiava i richiedenti asilo che si sono impegnati a ritinteggiare lo stadio cittadino. Una iniziativa che in aula consigliare, ieri sera, è stata stigmatizzata dalla Lega come “passerella”. “Con ben tre assessori presenti – ha annotato Cinzia Bettega –  Nessuno voleva rinunciare ad esserci”. Rilievo condiviso da Emilio Minuzzo di Forza Italia: “Per ogni metro tinteggiato saranno state scattate 200 fotografie. Una stucchevole propaganda”.

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