Centinaia di persone a Palazzo Falck per attendere Laura Boldrini. Il presidente della Camera, oggi candidata con Liberi e Uguali, ha chiuso  questa sera la campagna elettorale del nucleo lecchese del partito di sinistra. Lo ha fatto davanti a tantissimi simpatizzanti di ogni età. Arrivata con un po’ di ritardo, è stata accolta da un grande applauso e dall’abbraccio, simbolico, di decine di donne lecchesi. «Le esprimiamo solidarietà per i vili attacchi sessisti fin qui subiti da lei», è stato detto in apertura, da una donna che ha letto un messaggio di sostegno alla Boldrini firmato da alcune associazioni lecchesi. «Non perdiamo occasione di rivolgerci a chi ci amministra per ricordare alcuni temi irrisolti che riguardano la questione di genere. Ad esempio il divario di salario, la rappresentanza di genere e la revisione dei congedi parentale». (Clicca qui per vedere chi ha aderito al manifesto inttolato “Un concreto impegno verso la parità di genere”)

Laura Boldrini introdotta da Anna Falcone

Ad anticipare l’intervento di Laura Boldrini, le parole di Anna Falcone, capolista alla camera di Liberi e Uguali per il nostro territorio. «La nostra non è solo una lista ma un progetto di grande spessore e di grande coraggio. Il contributo delle donne in questo progetto politico è fondamentale. Siamo atterriti per l’ennesimo episodio di figlicidio e di violenza sulle donne, e che riguarda tutti i più deboli. I bambini di Latina sono i nostri figli. Non vogliamo più essere vittime di governi insensibili, di una campagna che mette deboli contro deboli, fragili contro fragili. Noi siamo di un’altra cultura, che mette i deboli al primo posto».

“Non paracadutata in Lombardia! Un premio per questo territorio”

Lungo l’intervento di Laura Boldrini, che ha parlato a braccio di tanti temi di questa campagna elettorale. «Qualcuno ha detto che sono stata paracadutata in Lombardia. Va chiarito questo concetto: io rispetto il senso di disorientamento di chi vorrebbe espressioni del territorio. Ma ci tengo a spiegare la scelta di Liberi e Uguali: è stata una forma di riguardo per questo territorio. Essendo io la terza carica dello Stato è stato un modo per premiare il territorio». Da qui la scelta di una campagna rivolta alla gente, per incontrare personalmente gli elettori. «Volevo essere diversa dai candidati nazionali abituali, che vanno nei grandi teatri nelle città e sono sempre in giro. La mia è stata una campagna elettorale on the road, tappa per tappa, iniziata a Busto Arsizio con tanta partecipazione, là dove avevano dato fuoco ad un mio fantoccio».

Il dualismo (o duello) con Salvini

Il pensiero di Boldrini è andato a Salvini, “incontrato” anche in un dibattito tv. «Anche a lui abbiamo insegnato qualcosa, cioè che lui può parlare con slogan, ma non a me sull’immigrazione. Io so cos’è, l’ho trattata per 15 anni tutti i giorni. Lui non sa dimostrare gli slogan. Vorrei invece confrontarmi su tanti altri temi, il lavoro, le tasse… Questi vogliono fare la flat tax, ma cosa vuol dire? Vuol dire fare uno sconto ai ricchi. E ce lo dice un condannato per frode fiscale. Due cose Berlusconi non deve fare: parlare di tasse e occuparsi delle questioni di genere».

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Basta con il riguargito fascista

Poi un pensiero sull’esistenza di tanti gruppi di ispirazione neofascisti: « Bisogna parlare il linguaggio della semplicità, e dire con chiarezza quello che va detto. Siccome nel nostro paese si sono moltiplicati i gruppi neofascisti, penso non ci sia più tempo da perdere. Io penso che questi gruppi sono pericolosi, non solo perché rivisitano la storia e sono negazionisti Ma anche per quello che fanno ai nostri giovani, diffondendo una cultura dell’odio. L’ho detto allora e lo ripeto oggi, i gruppi di ispirazione neofascista vanno sciolti. Invito tutti ad andare a firmare l’appello dell’Anpi per lo scioglimento dei gruppi neofascisti. Hanno un sacco di soldi e aprono sedi ovunque. Ce le vogliamo fare due domande? Chi finanzia tutto ciò? Chi ha interesse a diffondere questo germe del razzismo in Italia?».

L’immigrazione

Poi i migranti: «Non esiste una contro narrazione sull’immigrazione, la sola che c’è è quella dell’odio. Il fenomeno non è ben gestito, il Pd in 5 anni avrebbe dovuto fare una nuova legge al posto della Bossi-Fini, ma non l’ha fatta. Forse però dovremmo anche dire che ci sono 5 milioni di migranti regolari che pagano le tasse. Bisogna far capire che senza di loro nelle nostre famiglie ci sarebbe qualche problema, così come nelle nostre aziende e campagne. Non aver fatto una legge sulla cittadinanza è stato un grande tradimento verso quelle persone. Che cosa conviene di più a un paese? Rafforzare il tessuto sociale o creare sacche di marginalità, dove poi si crea sentimento?».

Lavoro al centro del discorso politico di Leu

Laura Boldrini ha trattato anche il tema del lavoro, troppo sacrificato dalla politica: «Metto il lavoro femminile ancora prima del lavoro dei giovani, o allo stesso livello. Se le donne non lavorano il paese non va avanti. Noi perdiamo 15 punti di Pil per non sostenere il lavoro femminile. Depositerò un piano straordinario per l’occupazione femminile, se verrò eletta». E infine, un riferimento alle troppe fake news che girano su internet su di lei: «Ogni bufala che viene creata, c’è sotto una marea di gente che ci crede e ti augura il peggio. È un problema questo. Il capogruppo della Lega al Senato, Centinaio, crea bufale contro di me. Ho deciso di denunciare questi signori perché non se ne può più. I leoni da tastiera, così, sono diventati conigli in fuga. Di fronte a questo modo di fare politica noi diciamo no. Noi esistiamo non per fare dispetti, ma per dare un’alternativa democratica». Niente alleanze, in prospettiva, per Liberi e Uguali: «Se ci sarà convergenza sul programma bene, se no ce ne staremo dignitosamente all’opposizione».