(in copertina, Ferrario e Sertori)

Già presidente della Provincia di Sondrio, 51 anni, imprenditore impegnato in politica, sono davvero tante le deleghe in capo all’assessore regionale Massimo Sertori: Montagna, Piccoli Comuni, Enti locali, Politiche energetiche, Rapporti con la Svizzera, Programmazione negoziata e last but not least una delega per l’organizzazione delle Olimpiadi invernali 2026, per quanto concerne la montagna.

Galione, Laurenzano, Sertori e Baldazzi

Il politico leghista ha fatto visita ieri, venerdì mattina 20 dicembre 2019, alla sede centrale del nostro gruppo editoriale Netweek, a Merate (Lc), dove s’è prestato a un’intervista a 360 gradi condotta da Riccardo Baldazzi, responsabile della nostra testata valtellinese Centro Valle.

Verso le Olimpiadi invernali del 2026

Massimo Sertori

Dopo il saluto dell’amministratore delegato Alessio Laurenzano e del vice president sales & marketing Riccardo Galione (presenti anche il direttore editoriale Giorgio Iegiani, e i direttori Giancarlo Ferrario, Ettore Ongis e Davide D’Adda), il tema principale sul quale la chiacchierata è entrata nel vivo sono state naturalmente le Olimpiadi invernali che vedranno Lombardia e Veneto protagoniste nel 2026.

“Le Olimpiadi sono senza dubbio un volano importante: generano sviluppo, che dev’essere però compatibile con la vocazione territori, ma anche indirizzato. Occorre una fase cognitiva sui territori, per capirne le esigenze, oltre a un’analisi dei casi di studio precedenti”.

Sertori e Laurenzano

La Lombardia volgerà quindi lo sguardo su territori che già hanno fatto la medesima esperienza, per cogliere spunti ed evitare errori.

“Alla fine emaneremo anche una legge regionale per normare gli incentivi. Ma ci vuole una visione di insieme: ad esempio in Valtellina, archiviata l’epoca delle seconde case e dei benefici immediati, a distanza di anni il fenomeno si è rivelato un boomerang perché quel tipo di turismo è rimasto fermo rispetto a dove s’è puntato sulla ricettività alberghiera, con un’evoluzione più dinamica”.

Un asse da Milano a Livigno

“E’ importante l’intero asse che va da Milano a Livigno: Milano dopo Expo è diventata una meta turistica, un’occasione per intercettarne il potenziale. Per fortuna fra poco cambierà il governo e speriamo che ci darà ancor più una mano… Serve un Governo forte per poter fare scelte strategiche, lo dico a prescindere, al netto delle diverse appartenenze politiche”.

Sertori ha poi a lungo dissertato di energia idroelettrica e dello scenario ancora tutto da ridefinire in tema di concessioni: un intervento che potrete ritrovare questa settimana su tutti i nostri settimanali lombardi in edicola.

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Dopo la visita alla sede Netweek, l’assessore ha preso parte a una colazione di lavoro alla presenza di numerosi stakeholder del territorio: