Il Tribunale di Lecco ha dichiarato infondate le due denunce per diffamazione presentate dal sindaco di Bellano, Antonio Rusconi, nei confronti del direttore del giornale informativo “Il Progetto”, legato al gruppo consiliare di minoranza “Progetto Comune”. La sentenza è stata emessa il 17 marzo 2026.
Il 5 maggio 2026, il Tribunale ha pubblicato le motivazioni della sentenza, affermando che gli articoli contestati rappresentano un legittimo esercizio del diritto di critica politica. Si evidenzia che gli stessi, redatti con toni rispettosi e senza attacchi personali, affrontano questioni di indubbio interesse collettivo.
Dettagli delle denunce
Le denunce presentate da Rusconi riguardavano due articoli specifici: il primo riguardava la notizia secondo cui l’azienda del sindaco aveva ricevuto il massimo contributo dal Bando dei Distretti del Commercio, un fatto definito “legale ma politicamente non opportuno” dalla minoranza. Il secondo articolo trattava del sostegno del sindaco a un candidato al Consiglio Regionale, attraverso un volantino che evidenziava i contributi assegnati al Comune, un gesto giudicato “istituzionalmente scorretto” dalla minoranza.
In seguito alla pubblicazione delle motivazioni, il gruppo consiliare di minoranza ha commentato:
Che valore può avere la denuncia per diffamazione di un sindaco nei confronti del giornale informativo di una minoranza in Consiglio Comunale?
In una comunità locale, le idee contrapposte su questioni politiche o amministrative si confrontano in un dibattito pubblico, che avviene sia in Consiglio Comunale che nei contesti meno formali, come i social o la stampa locale. Un sindaco, di norma, non si sottrae a questo confronto, ascoltando le critiche e argomentando le proprie scelte.
Occasionalmente, un sindaco potrebbe riconoscere errori nelle proprie decisioni e ringraziare chi ha fornito suggerimenti utili. Tuttavia, il dibattito può anche sfociare in polemiche, mantenendo comunque un rispetto istituzionale, salvo in caso di denunce penali per diffamazione. Questo solleva interrogativi sul rispetto delle istituzioni e sulla legittimità delle accuse.
Se ci fosse stata un’offesa grave, il sindaco avrebbe il dovere di difendere la propria persona e l’istituzione che rappresenta. Tuttavia, se le accuse riguardano solo informazioni imbarazzanti, la denuncia penale appare ingiustificata.
L’azione giudiziaria, inevitabilmente, blocca il dialogo. La denuncia potrebbe essere vista come un tentativo di intimidire l’opposizione e di limitare le critiche. Ma quando il procedimento si conclude con un’assoluzione, cosa accade? Le accuse infondate non richiedono forse una riflessione da parte del sindaco? Sarà possibile riprendere un confronto costruttivo?
Ci fermiamo qui. Le domande sono numerose e complesse. Le risposte spettano al sindaco Rusconi e alla comunità di Bellano.