Alla faccia della realpolitik che doveva tenere insieme i pezzi fino alle elezioni: ieri sera il borgomastro Roberto Ferrari ha sfiduciato il vicesindaco Lamberto Lietti. Drastica la reazione degli alleati: Forza Italia, ma anche Fratelli d’Italia, hanno abbandonato l’aula consigliare e contestualmente anche la Giunta.

Tolto il titolo al vicesindaco

Non che il divorzio tra Lega e Forza Italia fosse consensuale. Nessuno si aspettava però che nel consiglio comunale di ieri sera volassero gli… stracci. Come è noto Lamberto Lietti è sceso in campo con una sua lista civica, contrapposta al candidato sindaco leghista Ferdinando Pucci Ceresa. Una separazione di fatto,  politicamente la fine del centro destra. Una scelta “obbligata” dopo che Ferrari (appoggiato dalla segreteria provinciale del partito) ha spazzato via le velleità degli azzurri. Forza Italia, in un primo tempo appoggiata dalla segreteria cittadina del Carroccio, era  convinta di poter rivendicare a sé la poltrona di primo cittadino. Questo in una logica di “spartizione” tra i vecchi alleati del centro destra, dei comuni più importanti chiamati al rinnovo amministrativo. Non avevano fatto i conti con ferrari, fiero borgomastro da due mandati e oggi anche onorevole a Roma, nel momento di massimo fulgore della Lega. La partita l’ha vinta lui, candidando a successore  Pucci Ceresa.

Alla faccia della realpolitik

Soltanto una settimana fa Ferrari, sentito dal Giornale di lecco, aveva lasciato intendere che, comunque sia, la legislatura sarebbe arrivata in fondo senza rimpasti di Giunta. Invece no. Nel consiglio di ieri sera il borgomastro ha tolto a Lietti la fascia di vice trasferendola seduta stante a Moreno Andreotti (assessore leghista ai lavori Pubblici). Gli ha lasciato la delega al Bilancio, ma tant’è. La reazione degli (ex) alleati azzurri è stata altrettanto subitanea e plateale. Se ne sono andati dall’assise.  Rovente protesta del capogruppo consiliare forzista. Davide Bergna che è anche coordinatore provinciale del partito ha ricordato a Ferrari di essere stato eletto nel 2009 e poi anche 2014 in forza dei voti della coalizione, non già del suo buon nome. Non solo: Bergna ha bollato l’atto unilaterale di ferrari come “frutto di una sterile rappresaglia”.

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Anche Fratelli d’Italia si è chiamata fuori

Notizia nella notizia, ieri sera non se ne sono andati anche gli azzurri con i loro due assessori Lietti e Giuseppina Gerosa (Urbanistica). Anche Fratelli d’Italia, con l’assessore (esterno) alla Cultura  Elena Ornaghi ha girato le spalle al borgomastro. Quest’ultimo resta dunque al governo della città col solo assessore Andreotti. Da vedere se il tandem basterà fino alla fine del mandato, che comunque avrebbe ancora un paio di mesi di operatività davanti.