L’ex consigliere di maggioranza di Lomagna Giuseppe Valentino ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa, individuando quelli che crede siano i difetti principali dell’attuale Amministrazione comunale guidata da Cristina Citterio. Lo ha fatto con una lunga lettera, nella quale ha elencato quelle che a suo avviso sono le principale pecche dell’attuale maggioranza.

La lettera di Giuseppe Valentino

Di seguito il testo integrale della lettera di Valentino.

 

Egregio direttore,

non si riesce proprio a discutere… con grande rammarico prendo atto del fatto che anche l’attuale amministrazione, come la precedente, non sia proprio in grado di rispondere alle sollecitazioni esterne, prendendole come spunto per discutere e ampliare la propria visione. Sentendo i commenti su quest’ultimo Consiglio Comunale degli uni e degli altri mi pare di intravedere nel gruppo di maggioranza una volontà di compattezza che travalica quello che dovrebbe essere buonsenso, linearità e chiarezza verso la cittadinanza.

Partiamo quindi da un dato di fatto: troppe deleghe nelle mani di poche persone sono un evidente segnale di accentramento. Lasciando da parte la retorica del “sono persone di esperienza”, io credo che la gestione di un’amministrazione debba essere condotta certamente con una buona dose di esperienza, ma soprattutto con idee nuove, fresche e non inquinate dalla mentalità burocratica del “non si può fare”, che a Lomagna mi sembra non mancare proprio. Purtroppo però, anche in questo caso, l’intero consiglio ha giocato il ruolo di comparsa e i consiglieri sono stati solo delle “belle statuine”, lasciando recitare la parte solo ai due protagonisti degli opposti schieramenti.

Credo che nelle intenzioni della minoranza, alla base della mozione presentata, vi fosse la volontà di mettere sul tavolo della discussione le modalità di poca chiarezza di un componente che in questa amministrazione ha un ruolo più che centrale e che l’intento fosse quello di provare a stabilire un contatto su cui costruire collaborazione condivisa. La risposta, nei fatti, è stata invece portata solo sulle modalità: “la mozione non è una mozione”, “l’articolo del TUEL…”.

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Vorrei dire, rivolgendomi al nuovo sindaco, di non cedere alla tentazione di portare sempre tutto sul piano delle modalità burocratiche, perché questo non fa altro che sminuire pensieri e progetti, che invece dovrebbero, a mio parere, rimanere sempre centrali nell’operato di un’amministrazione. Non era compito del sindaco quello di derubricare la mozione di sfiducia, per quello abbiamo un segretario che puntualmente agisce in questo senso. Il suo compito era quello di raccogliere la sollecitazione e provare a capire come si sarebbe potuti andare verso una posizione condivisa, migliorando le possibilità di collaborazione e tessendo quella rete collaborativa tra minoranza e maggioranza, fondata sulla fiducia.

Mi pare chiaro che l’atteggiamento degli schieramenti in campo, soprattutto nella maggioranza, sia quello di diffidenza e silenzio, per far passare meno informazioni possibili all’esterno. Il “caso Fiocchi” ne è un esempio chiarissimo: la maggioranza ha portato avanti una linea, di fatto traballante, con una compattezza da fare invidia ad un esercito napoleonico, ma poi nei fatti la proposta si è sgretolata da sola lasciando gli ufficiali dell’esercito assolutamente impreparati ad affrontare le conseguenze di una tale disfatta. In verità ci piacerebbe vedere un sindaco più in ascolto, per essere davvero il sindaco di tutti e lasciare fuori dall’amministrazione quei componenti che invece giocano la loro partita in completa solitudine convinti solo che “sia giusto agire così” e che non sia necessario giustificare a nessuno le proprie scelte.

Giuseppe Valentino, ex consigliere di maggioranza di Lomagna