“La maggioranza di centrodestra al governo della Regione Lombardia continua a ignorare le problematiche del sistema delle Rsa”. Questa è la posizione di Gian Mario Fragomeli, consigliere regionale del Partito Democratico, che commenta la bocciatura in Aula della maggior parte delle dieci richieste contenute nella mozione proposta dai dem, finalizzata a avviare una riforma delle residenze sanitarie assistenziali.
Criticità nel sistema delle Rsa
“Ancora una volta, la maggioranza sceglie di non affrontare le gravi criticità che colpiscono circa 700 Rsa e oltre 65mila famiglie lombarde. Il sistema di residenzialità presenta seri problemi di sostenibilità economica e sociale, che potrebbero manifestarsi in modo esplosivo se non vengono affrontati”, ha dichiarato Fragomeli.
Il consigliere ha anche annunciato la ripresa del suo tour nelle strutture della provincia di Lecco, iniziando da quelle non ancora visitate. “Il mio obiettivo è verificare le condizioni delle nostre Rsa e comprendere i loro bisogni. Ho chiesto alla Giunta di avviare una riforma proprio in questa ottica”, ha spiegato.
Secondo Fragomeli, il panorama del settore è sempre più complesso: l’invecchiamento della popolazione sta aumentando la domanda di assistenza, mentre da anni non si interviene sull’ampliamento dei posti letto e sulla riapertura delle contrattualizzazioni. “Le Rsa lombarde hanno un tasso di saturazione del 98%, con costi crescenti per famiglie e gestori. Le rette sono aumentate del 16,4% in quattro anni. I contributi regionali non sono adeguati ai livelli di assistenza richiesti e gli enti stanno affrontando difficoltà per la carenza di personale, situazione che si aggraverà nei prossimi anni a causa dei pensionamenti e dell’aumento dei costi dei farmaci”, ha aggiunto.
La proposta di riforma del PD mirava a intervenire su diversi aspetti entro la fine della legislatura, incluso il tema delle rette per gli ospiti affetti da demenza e Alzheimer, attualmente soggetto a numerosi ricorsi. Tuttavia, la maggioranza ha approvato solo due dei dieci punti presentati nella mozione.
Tra le misure accolte c’è la previsione di ridefinire le Rsa come centri di servizi integrati nel territorio, in collaborazione con le future Case di comunità, e l’avvio della sperimentazione dei Centri di valutazione e prenotazione pubblici. Questi centri dovrebbero orientare anziani e famiglie verso l’inserimento più adeguato, mantenendo la posizione in lista per la struttura prescelta anche in caso di inserimento temporaneo in un’altra Rsa disponibile.
Infine, secondo Fragomeli, l’implementazione di un sistema di orientamento e monitoraggio delle domande semplificherebbe le procedure per le famiglie, consentendo una gestione più efficiente delle liste d’attesa, grazie all’uso di un codice identificativo e a dati aggiornati sugli utenti.