Una realtà da affrontare
“Il popolo si è espresso e, come sempre in democrazia, l’esito del voto va rispettato senza riserve. Noi di Forza Italia, insieme al centrodestra, riconosciamo le nostre mancanze: a livello nazionale non siamo stati sufficientemente incisivi nel comunicare l’urgenza e l’importanza di questa riforma, o forse il muro del conservatorismo è stato troppo alto. Accettiamo questa realtà, ma non cambia il fatto che la giustizia italiana continua a essere un malato grave, un aspetto che il PD sembra preferire ignorare.”
Un interrogativo sorge leggendo il trionfalismo del Segretario del PD: su che pianeta vive? Festeggiare lo status quo significa voltare le spalle ai cittadini che quotidianamente soffrono a causa di un sistema ingessato. Se il PD considera questa riforma un errore, lo faccia sapere a chi, ogni anno, viene ingiustamente incarcerato in Italia. Spieghi a chi ha visto distrutta la propria vita da un errore giudiziario che ‘va tutto bene’. La sinistra celebra la conservazione di un sistema fallimentare, mentre noi continuiamo a guardare in faccia la realtà di un Paese che chiede equità.
È sconcertante che il centrodestra venga accusato di basare la propria campagna su presupposti falsi, quando il principale slogan della sinistra è stato quello di affermare che la riforma avrebbe mirato a subordinare la magistratura al potere esecutivo: nulla di più lontano dalla verità e dai contenuti delle modifiche costituzionali.
Inoltre, chiediamo al PD un chiarimento coraggioso riguardo ai festeggiamenti e ai brindisi dei magistrati avvenuti ieri sera. È questo il comportamento rispettoso e super partes che ci si aspetta da chi amministra la giustizia in nome del popolo? È inquietante vedere servitori dello Stato esultare come tifosi per un esito politico; il silenzio del PD su questo spettacolo indecoroso dimostra la loro totale sudditanza ai privilegi di casta.
Il Segretario del PD conclude il suo intervento con uno slogan da stadio: ‘C’è chi dice no e siamo in milioni’. Citare Vasco Rossi non nasconde la polvere sotto il tappeto. Milioni di italiani dicono ‘No’ a una giustizia irresponsabile, ‘No’ ai processi infiniti e ‘No’ al potere eccessivo delle correnti togate. Vantarsi di aver bloccato il cambiamento non è eroismo, ma arroganza nei confronti di chi aspetta giustizia da decenni.
Attenzione, però: non si cullino troppo su questo risultato. La vera svolta è qui a Lecco. Le nostre segreterie locali sono già al lavoro per un programma vincente che metterà al centro i bisogni genuini dei lecchesi, ignorati dai vostri piedistalli. Mentre voi festeggiate nei palazzi, noi costruiamo l’alternativa. Un consiglio al Segretario del PD: invece di ascoltare rockstar, si rimetta a studiare, perché il tempo dei brindisi sta per finire e la città è pronta a cambiare musica.”