Libertà e autonomia si candida alla maggioranza del consiglio provinciale lecchese con una lista di dodici rappresentanti del centro destra del territorio. Forza Italia il perno che ha guadagnato a sé Fratelli d’Italia, ma soprattutto guarda alle forze civiche che amministrano o vigilano all’opposizione l’azione dei Comuni. La presentazione è avvenuta stamane, martedì. L’appuntamento elettorale è quello del 31 marzo, per il rinnovo dell’organo rappresentativo di Villa Locatelli. Quattro le liste in campo.

Autonomia e Libertà all’insegna della continuità

«Siamo la lista di centro destra seria, che non si limita ai proclami, ma affronta i problemi e li risolve». «Libertà e autonomia» si candida al suo terzo mandato all’insegna della continuità. Non solo continuità di «un marchio che ha avuto successo», per dirla con Mattia Micheli di Abbadia, consigliere uscente ed ora testa di serie.

A sostegno del presidente Usuelli

Il gruppo di minoranza che alla prima legislatura contava due eletti e che alla seconda («grazie alla nostra credibilità») ne ha guadagnato un terzo, ora punta a conquistare la maggioranza del consiglio provinciale a sostegno di un presidente che è già di centro destra: Claudio Usuelli (sindaco di Nibionno), insediato lo scorso ottobre grazie ad una convergenza bipartisan ispirata al principio della responsabilità di governo.

Regista dell’operazione Mauro Piazza, riconosciuto artefice di inclusioni che nell’arco dell’ultimo anno hanno ridato unità e centralità a Forza Italia, ma anche lodato deus ex machina in Regione a favore dei bisogni del territorio.

I dodici in lizza

Libertà e autonomia si pone a riferimento delle civiche di centrodestra del Lecchese. E lo fa con dodici nomi «rappresentativi di tutto il territorio»: oltre a Mattia Micheli figurano in lizza Fiorenza Albani di Merate, Irene Alfaroli assessore a Bellano; Caterina Loprete di Bosisio, Maurizio Maggioni di Olgiate Molgora; Matteo Manzoni di Olgiate Molgora, Fabio Mastroberardino di Calolzio, Rosanna Rampin di Casatenovo, Adriana Rossi di Airuno, Luca Rossini di Pagnona, Gennaro Toto di Cernusco Lombardone, Gianluigi Valsecchi vicesindaco di Ello.

Dodici persone «disponibili, autorevoli, competenti», come hanno orgogliosamente sottolineato i consiglieri uscenti Matteo Micheli e Antonio Pasquini. Il primo ha ricordato la figura di Rino Mauri, il sindaco di Civate improvvisamente scomparso otto giorni fa e che «sarebbe certamente stato candidato con noi, avendo già dato la sua disponibilità».

“Il nostro modello amministrativo capace di dare risposte”

Antonio Pasquini invece passa il testimone, «probabilmente destinato ad altri incarichi» suggerisce qualcuno. «Guarda a noi chi riconosce un modello amministrativo capace di dare risposte concrete ai Comuni – ha rimarcato il consigliere valsassinese – E su tante partite non sarebbe stato possibile farlo se non ci fosse stato il telefono di Mauro Piazza che risponde sempre, che non chiede di quale colore sia l’amministrazione che ha bisogno, ma piuttosto qual sia il problema».

Al tavolo anche Beppe Mambretti che rileva il dato politico della tornata elettorale per Villa Locatelli: «Questa lista consacra la ritrovata unione di Forza Italia, quale partito più rappresentativo del centrodestra territoriale e polo di attrazione che riesce a mettere insieme soggetti diversi su programmi concreti».

Centro destra unito senza la… Lega

Vero è che la Lega corre a parte, da sola. Il pensiero va giocoforza al patatrac di Oggiono, alla partita per le amministrative del prossimo 26 maggio. «Nel matrimonio bisogna essere in due» chiosa Piazza, ricordando come invece a Merate il connubio sia riuscito, peraltro condividendo un candidato sindaco leghista (Massimo Panzeri). Mentre per le elezioni provinciali arriva un’altra spiegazione: «Autonomia e libertà vuole rappresentare un’ampia platea. Con la Lega avremmo escluso tante realtà civiche».

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Il due di picche insomma non l’avrebbe dato il Carroccio… Del resto la lista lumbard non arriva nemmeno a dodici nomi… «Stavolta però è una scelta condivisa – aggiunge però Piazza – Ciascuno per sé, ma insieme a sostegno del presidente Usuelli». Si guarda già oltre: «Restiamo convinti che il successo alle amministrative per Lecco passi da un centro destra unito».

“Villa Locatelli non si vende più”

Libertà e autonomia ha rivendicato a sé l’aver interpretato il ruolo di un ente «Casa dei Comuni, alla quale restano tante competenze con però un portafoglio depotenziato». «La responsabilità di governare anzitutto» l’asserto. Chiosato da una buona notizia. «Villa Locatelli non si vende più» ha annunciato Mattia Micheli. L’alienazione della prestigiosa sede, «patrimonio simbolo della Provincia», non è più necessaria a quadrare i conti. La svolta sarà sancita nel Bilancio in approvazione il prossimo 22 marzo.

Difficoltà e risultati

«Contiamo finalmente di scavallare un periodo di difficoltà economica, nel quale tuttavia qualche risultato siamo riusciti ad ottenerlo» ha rivendicato Micheli ricordando le battaglie sostenute negli ultimi sei anni per tenere alta l’attenzione sulla manutenzione della rete viabilistica al collasso, sul trasporto pubblico locale («nella continua difficoltà a trattenere risorse perché non si riducesse a mero trasporto scolastico»), sulle scuole superiori («interfacciandoci con il Comune di Lecco in un rapporto di massima collaborazione»).

Battaglia per cancellare la riforma Delrio

Ma la battaglia nodale è un’altra: «Chiediamo al Governo di lasciarci le risorse per svolgere le funzioni che competono alla Provincia. Un tema sul quale Movimento 5 Stelle e Lega la pensano diversamente, ma sul quale chiediamo un punto di sintesi» ha sintetizzato Antonio Pasquini.

«La Riforma Delrio ha instaurato un meccanismo di elezione degli organismi rappresentativi della Provincia folle, al limite della schizofrenia, che ha generato disaffezione e discredito della politica – ha rimarcato Mauro Piazza – Il fuggi fuggi da un ente in difficoltà non è poi così strano. E tuttavia c’è ancora chi ha voglia di mettersi in gioco. La lista di Libertà ed autonomia è fatta di amministratori che non si limitano ai proclami ma cercano di affrontare i problemi e risolverli”.

“Abbiamo le carte in regola”

“E’ una lista che nasce all’insegna della continuità e del rinnovamento, sotto il segno dell’autorevolezza, della competenze e della disponibilità” ha concluso Piazza. “Ci presentiamo con le carte in regola: siamo quelli che hanno fatto queste cose per il nostro territorio attraverso un ente intermedio, pur scalcagnato, ma essenziale per svolgere un ruolo di coordinamento. Un ente che ci auguriamo torni ad essere di primo livello. L’auspicio è che prevalga la linea espressa nel protocollo sottoscritto da Upi e Aci al tavolo della Regione, per portare una proposta di legge in Parlamento che ci restituisca le province che avevamo».