Elezioni Lecco 2020: Daniele Nava ha ufficializzato il suo “gran rifiuto” alla candidatura a Sindaco di Lecco. Di certo non lo ha fatto “per viltade” come nel caso di Celestino V, poiché l’ex Presidente della Provincia non difetta di piglio e di coraggio, ma così ormai è stabilito. E da qui noi partiamo, lasciando perdere le voci di portineria sui perché e sui percome, per fare qualche considerazione.

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Elezioni Lecco 2020: il gran rifiuto di Daniele Nava

La scelta è stata meditata e sofferta, e lascerà senza dubbio un po’ di amaro in bocca nelle file del centrodestra. Anzitutto tra coloro che lo vedevano come l’unico candidato in grado di vincere le elezioni comunali al primo turno, forte di un alto tasso di popolarità e di stima e forte di un’energia di prim’ordine nell’affrontare le sfide. Forza Italia e qualche leghista senza pregiudizio hanno lavorato da mesi con i livelli nazionali e regionali per ottenere un semaforo verde alla candidatura di Nava come “padre nobile” del centrodestra lecchese, superando vecchie ruggini e aspirazioni più o meno velate dei salviniani sotto il Resegone. Ma questo non è bastato per convincerlo, e acciuffare così un’opportunità politica molto ghiotta e di lungo raggio che poteva ridargli un ruolo di primissimo piano nella politica locale, con una perfetta simmetria che avrebbe visto due ex presidenti (prima Brivio e poi Nava) passare da Villa Locatelli e Palazzo Bovara.

“Senza il nostro Sindaco per noi finisce una stagione”

Ancora. La sua scelta cambierà di molto lo schema di gioco della grande comunità politica che a lui, da dieci anni, fa riferimento. La sua ascesa a Sindaco avrebbe dato respiro e orizzonte a tutti, magari proprio verso quella Lega che si sta trasformando, zeppa di voti ma assai più scarsa di personalità. Mauro Piazza, meticoloso costruttore delle condizioni della candidatura Nava, per primo ne esce ammaccato: sperava in questa cigliegina sulla torta, e ora non fa mistero che “senza il nostro Sindaco per noi finisce una stagione”. A lui e alla sua guardia repubblicana (Umberto Locatelli, Beppe Mambretti, Mattia Micheli, L’Altro Piazza, Paola Panzeri, Emilio Minuzzo, Antonio Pasquini, Massimiliano Vivenzio, …) non resta che salvare il salvabile, verosimilmente in una trincea elettorale che spunti qualche poltrona, per poi vagliare su quale sentiero incamminarsi, magari ognuno per la sua strada, rompendo così quella unità preziosa che li ha resi protagonisti per due lustri abbondanti.

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La palla passa ora, nuovamente, alla Lega

Infine, la palla passa ora, nuovamente, alla Lega. Tocca al Carroccio individuare un buon candidato Sindaco che possa reggere la sfida non scontata con Mauro Gattinoni. Può farlo tra le file dei suoi militanti storici, che non abbondano di nomi, o puntando su di un outsider della società civile. Si parla, con molto fondamento, di Gigi Gianola, un profilo cattolico che potrebbe essere adatto per la contesa “al centro” dell’elettorato. Sarebbe, volendo ancora scomodare Dante, un bel contrappasso, specie per i leghisti più rancorosi che nemmeno volevano l’accordo con Forza Italia e ora si troverebbero come candidato salviniano un figlio di quel mondo ciellino in cui maturò l’agguato al Sindaco Faggi. Ma tant’è, in politica si passa sopra a tutto pur di ottenere il risultato, e si passerà sopra anche a questo dettaglio, in tempi anche brevi, poiché il tempo stringe. La Lega inoltre ne uscirebbe dando prova di essere riuscita a trovare quel “uomo nuovo” che in tanti hanno cercato invano tra associazioni e società civile.

Il di dover coordinare una gabbia di saltimbanchi (maggioranza e opposizione)

Concludiamo con una considerazione forse banale, ma non irrilevante. Il passo indietro di Daniele Nava non è una buona notizia per la politica locale, intesa nel suo insieme. Di aspiranti politici se ne contano a decine ad ogni incontro istituzionale al quale partecipiamo, qualcuno più in sordina, qualcuno più ribaldo. Ma la Politica è una cosa complessa, dove serve gavetta ed esperienza, e dove l’improvvisazione dá pessimi frutti, come testimonia lo scenario nazionale. Nava ha fatto tutto il cursus honorum, nel bene e nel male, mettendo assieme l’evoluzione personale con l’indipendenza professionale che è garanzia di libertà, indipendenza, trasparenza. Siamo abbastanza certi che tra le motivazioni del suo “no” vi sia una certa nausea per come sia combinata la politica oggi, e vi sia l’indisponibilitá verso il rischio di dover coordinare una gabbia di saltimbanchi (maggioranza e opposizione) nel tentativo di fare bene il Sindaco di Lecco. Se quelli così mollano e cedono il passo agli improvvisati, ai bizzarri, a chi pensa alla politica come ristoro per una vita senza successo, insomma, se la vecchia politica sana la dá vinta a quella nuova posticcia, nutriamo più di un dubbio sul futuro che ci attende.