Mancano poco più di due settimane alle Elezioni Europee e nel percorso di approfondimento sulle sfide politiche trasversali che attendono l’Unione Europea Confcommercio si sofferma due temi cardine per le imprese, quali il fisco e il credito. Una analisi che parte dal documento “Quale Europa vogliamo, per quale Europa lavoriamo” lanciato da Confcommercio Imprese per l’Italia e presentato a livello nazionale in questi giorni (il Consiglio Generale di Confcommercio, riunito in seduta permanente e guidato  dal presidente nazionale Carlo Sangalli, ha incontrato a Roma i leader dei principali partiti mercoledì 8 e giovedì 9 maggio ).

Elezioni Europee: le proposte di Confcommercio Lecco su Fisco e Credito

Il presidente di Confcommercio Lecco, Antonio Peccati, parte proprio dalla nuova dimensione della fiscalità: “Nei prossimi anni si dovrà lavorare per una armonizzazione delle politiche fiscali degli Stati per realizzare una maggiore convergenza nelle condizioni di vita di cittadini e imprese: comuni misure fiscali possono essere strumenti per la crescita occupazionale e l’innovazione economica. Ovviamente serve la massima attenzione per evitare che questo processo si traduca in un innalzamento del livello di imposizione invece che in una doverosa battaglia contro le distorsioni esistenti, che si traducono in concorrenza fiscale sleale tra gli Stati”. Peccati condivide le due azioni prioritarie: da un lato armonizzare i regimi di imposta sulle società (“Come sottolineato nel documento di Confcommercio è necessario che l’azione dell’UE si articoli su due piani: da un lato, ogni Stato dovrebbe essere chiamato a contrastare gli abusi fiscali; dall’altro lato, il Parlamento Europeo dovrebbe portare a termine il processo di ravvicinamento delle basi imponibili per le società internazionali”); dall’altro adeguare la fiscalità all’era digitale (“L’UE non deve abbandonare il piano di adozione di una web tax. Contemporaneamente, poi, bisogna lavorare anche per una soluzione a livello globale per arrivare ad attribuire potestà impositiva in funzione del luogo della cosiddetta significativa presenza digitale e non solo in funzione del luogo dove si trova una stabile organizzazione”).

La regolamentazione bancaria

Per quanto riguarda invece il credito e la regolamentazione bancaria, il presidente di Confcommercio Lecco evidenzia: “Nell’ultimo decennio, a seguito della crisi finanziaria internazionale, con l’obiettivo di rafforzare la stabilità del sistema bancario europeo, sono state introdotte norme più stringenti in materia di regolamentazione finanziaria. Si continua ad assistere a forme di restrizione del credito per le imprese considerate meno bancabili e più vulnerabili rispetto all’instabilità economica, come sono strutturalmente le imprese di minori dimensioni anche nel terziario di mercato. Fa bene Confcommercio Imprese per l’Italia a chiedere di porre la necessaria attenzione alle istanze del mondo delle Pmi”. Per riuscirci la proposta dell’associazione punta su 4 interventi fondamentali: fissare condizioni di stabilità finanziaria e rafforzare i sistemi di garanzia fidi tenendo conto della necessità di garantire adeguati flussi di risorse verso le attività produttive d’impresa, sia per la gestione corrente, sia per gli investimenti e l’innovazione; completare, attraverso la definizione di un sistema unico di assicurazione dei depositi, l’Unione bancaria europea, al fine di agevolare la circolazione dei capitali ed attenuare gli squilibri di credito e di investimenti; individuare spazi di intervento che consentano di facilitare l’erogazione di credito alle micro, piccole e medie imprese, andando a mitigare gli effetti derivanti dall’incremento dei requisiti patrimoniali delle banche per finanziamenti concessi a questa tipologia di imprese; affermare un sistema ordinato di regole certe, semplici, proporzionate e immediatamente applicabili, evitando la proliferazione di normative regolamentari come avvenuto negli ultimi anni e promuovendo nello stesso tempo la disponibilità di strumenti di debito alternativi al credito bancario, nonché di strumenti di capitale in grado di favorire il rafforzamento patrimoniale delle imprese”.