“L’approvazione della nostra mozione in Consiglio regionale è importantissima per tante famiglie che si trovavano a dover fare i conti con il pesantissimo taglio della Giunta leghista. L’assemblea ha fatto la sua parte e ha sconfessato la linea dell’assessore Bolognini, ma soprattutto ha ribadito che le persone disabili e le loro famiglie meritano rispetto. Ora vigileremo che la giunta regionale dia loro le risposte che si attendono.” Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Raffaele Straniero,  dopo l’approvazione, a voto segreto (36 sì e 32 no), della mozione del Pd che chiede di rivedere la delibera regionale n. 2720, approvata l’antivigilia di Natale, con cui la Regione modificava in senso peggiorativo le misure dedicate ai disabili gravi e gravissimi. Ora, con l’approvazione della mozione del Pd, la Giunta dovrà ripristinare almeno le condizioni precedenti.

Disabili gravi, Straniero esulta: “Regione dovrà fare marcia indietro”

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Il Consiglio regionale infatti , presieduto da Alessandro Fermi, ha approvato ieri sera a maggioranza due mozioni che affrontano il tema delle misure destinate a persone con disabilità. I due documenti sono stati presentati rispettivamente dal Partito Democratico Il primo documento, approvato a scrutinio segreto con 36 voti a favore e 32 contrari e 1 astenuto, chiede di rivedere la delibera regionale del dicembre scorso giudicata “peggiorativa rispetto a quella attuale” e di ripristinare i criteri e l’entità del contributo vigenti fino a oggi, “garantendo continuità nell’assistenza alle famiglie”. La seconda mozione (59 voti a favore e 12 astenuti) impegna la Giunta a continuare a investire su questo tema, facendosi anche portavoce con il Governo nazionale “per ottenere un incremento delle risorse e far fronte così alle necessità del futuro, in cui si prevede un incremento ulteriore di accessi al sistema”. Quest’ultimo provvedimento, con un emendamento del Presidente della Commissione Sanità Emanuele Monti (Lega), impegna inoltre la Giunta a portare da 400 a 600 euro la soglia minima di contributo.

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Cosa prevedeva la delibera contestata

La delibera contestata, approvata il 23 dicembre, prendeva atto dell’aumento delle risorse stanziate dal Governo per le politiche regionali in favore dei disabili (da 71 a 91 milioni per il 2020), ma al contrario di quanto ci si aspetterebbe modificava in senso peggiorativo le misure dedicate ai disabili gravissimi (misura B1) a partire dal mese di febbraio 2020: veniva per la prima volta introdotta una soglia di reddito Isee di 50mila euro per la percezione del contributo (65mila in caso il beneficiario sia minorenne) e veniva abbassato il contributo minimo mensile da 600 a 400 euro. La quota aggiuntiva di 500 euro in caso di assunzione di un caregiver era invece vincolata ad un orario settimanale di servizio non inferiore alle 40 ore, con la conseguenza che chi ne aveva bisogno per un tempo più limitato non avrebbe avuto diritto a questa parte di contributo. Si consideri che il contributo complessivo era di 1100 euro a prescindere dalle ore di assistenza contrattate.