Vorrei che facessimo subito ad intenderci con i signori lettori, che per noi sono tutto. Qui non ci sono simpatie o antipatie politiche, perché altrimenti avremmo abbassato la serranda da un pezzo. Non c’è volontà di accanimento, perché non fa parte del nostro stile e perché la carta, o il web che si voglia, è già dimentica il giorno dopo. C’è tuttavia una necessità, diciamo deontologica, di dare seguito a un tema che tra queste righe abbiamo trattato: la nomina di un commissario straordinario per mettere in sagoma le strade lecchesi.
Abbiamo dato conto del lodevole quanto fallito tentativo del Senatore Antonella Faggi di centrare questo obiettivo con un emendamento al Decreto sblocca cantieri, di cui era relatore. E abbiamo espresso l’auspicio che, con qualche intercessione presso i maggiorenti della maggioranza, la nomina potesse andare comunque a buon fine.

La tortuosa vicenda del Commissario per la statale 36

Non siamo di primo pelo, e sappiamo bene che i labirinti della politica sono tortuosi e con più di un Minotauro. Ma certo non ci saremmo mai aspettati che il risultato per questo territorio lo portasse a casa un Parlamentare della minoranza. Così invece è stato. Gianmario Fragomeli, Deputato del PD, solido e quadrato comunista di buona foggia, politico che conosce il territorio e il lavoro, è infatti riuscito nell’intento sfuggito al Senatore leghista. Bel colpo! Con un ordine del giorno, al quale per completezza di cronaca parlamentare si è aggiunta l’iniziativa rafforzativa dell’Onorevole Ugo Parolo (Lega) e del Senatore Paolo Arrigoni (Lega), torna la speranza che finalmente ci sia un unico e pragmatico interlocutore con il quale affrontare e risolvere gli annosi nodi della nostra sgangherata viabilità provinciale, dalla Ss36 alla Lecco/Bergamo.

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Finalmente un segnale d’attenzione al territorio

Forse già la selvicoltura avrebbe potuto darci qualche indizio sulla conclusione della vicenda, poiché Fragomeli è cognome che evoca più e più copiosi frutti che non Faggi, ariosa e boschiva essenza ma priva di qualsivoglia ghianda. O forse, senza scomodare le piante, sarebbe stato sufficiente fare una scommessa su chi, per esperienza, ha più mestiere di Parlamento. Tant’è.
Ciò che conta è di poter finalmente vedere un segnale di attenzione concreta da parte dello Stato centrale verso la nostra landa, che a volte pare dimenticata.

Senatore Faggi…. non demorda

Stia sul pezzo ora il Deputato Dem, con quel suo piglio brianzolo a dispetto dell’incarnato color del meridio, e si prenda oneri e onori.
Quanto al Senatore Faggi, non demorda. Ci sono tanti settori sui quali può ancora provare a dare un contributo per questo territorio che, ella ci dice, “ha nel cuore”. Solo, magari, la prossima volta, come diceva il nonno di Kierkegaard, ci metta anche la testa.