Nel confronto tra i sei principali candidati del Collegio Merate in auditorium, uno dei temi centrali è stato quello della territorialità.

Collegio Merate, territorialità e “amore” per la Brianza

Un punto importante della discussione di ieri sera è stato quello della territorialità. Chi più, chi meno, tutti e sei i candidati principali vivono e operano nel Meratese. E proprio su questo senso di appartenenza, di amore per questo territorio, si sono dati «battaglia».
«Sono un candidato per due territori – ha affermato il candidato dem Adele Gatti – Ho origini bergamasche, Brianza e Isola sono due zone simili, divise da un ponte a cui il Governo attuale ha stanziato dei fondi. In quanto sindaco ho una grande conoscenza e un forte legame con questo territorio. Un po’ come Renzi e Del Rio, la presenza dei sindaci al Governo ha fatto sì che per fine anno siano stati stanziati 100mila euro per i Comuni al di sotto dei 5mila abitanti. Io porto la politica di chi è vicino al cittadino, che oggi è sfiduciato ma che in sinergia con organi superiori possiamo avvicinare. Porto con me anche la passione per il mio Comune e la mia nazione».

«Ricordo il primo incontro a Merate con Monica Maggioni in sala civica – ha invece affermato Maurizio Lupi, uomo del centro-destra – Le questioni in capo a Merate erano le stesse, arrivavo da Merate e mi sentivo paracadutato. Però da allora ho capito che conta l’idea di politica. Era questo il territorio a cui dovevo rispondere, ho capito da me che chi fa politica deve conoscere il territorio. L’Italia non è solo metropoli, i piccoli Comuni sono presidi sociali: Vittore Beretta, ad esempio, se si stacca da Barzanò non è più lui… Ho avuto la possibilità di scegliere il collegio e mi sono ricandidato qui, dove per 17 anni ho fatto la mia storia». E’ venuto dal cuore, di cronista e meratese, l’intervento di Angelo Baiguini, candidato del Movimento Cinque Stelle. «La mia è stata una scelta di cuore e di campo, come lo sono state tutte nella mia vita. Noi non guardiamo solo al 4 marzo, ma ci poniamo obiettivi che guardano al 2050… Come ad esempio i combustibili fossili. Mi sento “paracadutato”… in casa. In questo territorio che, per diverse drammatiche vicissitudini, vive situazioni che non possiamo tacere, come l’inquinamento atmosferico. Mi assumo la responsabilità di rappresentare questo territorio in tutti i suoi aspetti».

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Di differente natura le parole del «monarchico» Daniele Maggioni. «Vogliamo riprendere la storia d’Italia dal 1861, siamo noi che abbiamo fatto l’Italia e vogliamo riportare al centro dell’interesse l’uomo con tutte le sue problematiche. Basta andare nel centro di Merate per vedere che ci sono solo banche: questo fa il Governo, salva le banche e i piccoli commercianti ne soffrono. Il lavoro domenicale rovina il tessuto familiare». Così invece Giancarlo Sala, «cuore popolare». «Un grosso problema riguarda la chiusura delle fabbriche, non solo nel Meratese o nel Lecchese, ma in tutto il territorio nazionale. Un altro problema di questo territorio è l’inquinamento prodotto dagli inceneritori». Matteo Vismara si sente invece «fortunato». «Ho potuto scegliere il mio territorio, secondo me questo è molto importante. Ci sono molte problematiche, tra lavoro, disoccupazione e, tra le varie cose, anche il trasporto pubblico e il problema dei pendolari su ferro».