Sabato 28 luglio, a termine del consiglio comunale, la maggioranza ha votato l’ultimo punto dell’OdG per l’istituzione della bandiera della Città di Pontida. La scelta è ricaduta sulla bandiera crociata meglio conosciuta come Croce di San Giorgio. La minoranza ha abbandonato in segno di protesta, non per il merito ma per il metodo.

Bandiera crociata, identità lombarda

«Il vessillo comunemente denominato Croce di San Giorgio non solo riprende i colori propri del gonfalone pontidese, ma soprattutto si lega alla storia locale della Città di Pontida, essendo stato il simbolo di quella  Societas Lombardiae, gloriosa unione  di liberi comuni che il 7 aprile 1167 giurarono nella sala capitolare del Monastero di San Giacomo Apostolo in Pontida di difendere le proprie terre, le proprie famiglie e la propria libertà dall’invasione dello straniero» si legge nel documento. Nello scorso mese di giugno la minoranza aveva interpellato la Presidenza del Consiglio dei Ministri riguardo la bandiera crociata, meglio conosciuta come bandiera di San Giorgio, esposta fuori dal Municipio e sul pennone in viale Rimembranze, in corrispondenza del monumento ai Caduti. La risposta non si era fatta attendere richiamando la legge n.22 del 5 febbraio 1998 e il Dpr del 7 aprile 2000, mettendo poi a conoscenza della corrispondenza intrattenuta la Prefettura di Bergamo per le opportune verifiche.

Protesta nel metodo, non nel merito

Nel corso del dibattimento i consiglieri di minoranza presenti Francesco Leoni e Giovanni Sana hanno lasciato il consiglio comunale in segno di protesta. «Il problema non è istituire la bandiera della Città di Pontida, anzi sono propenso a votare sì a tal riguardo – spiega Leoni – a patto che sia seguito il corretto iter procedurale». Durante il dibattito in seguito alla lettura da parte del sindaco Luigi Carozzi della proposta non sono mancati toni sarcastici da parte dello stesso in risposta alla richiesta della minoranza di motivare il rifiuto di procedere secondo l’iter previsto dalla legge.

Bandiera che sventola da 14 anni

«Sul pennone di viale Rimembranze sventola la crociata, ma in occasione delle ricorrenze come il 2 giugno o il 4 novembre ad esempio viene issato il Tricolore, mentre in Municipio ci sono quattro bandiere: il Tricolore, l’Europea, le due di Regione Lombardia, ossia quella verde con la rosa camuna bianca e la crociata, e sono lì da 14 anni. Forse potrebbe non essere corretto l’ordine di esposizione ma non le abbiamo messe da qualche mese» spiega Carozzi in riferimento alla contestazione delle scorse settimane.

Ma la minoranza non ci sta

«Quello che è successo in consiglio è una vergogna» spiega il consigliere e capogruppo Fabio Rigamonti che non era presente per motivi di lavoro. «Gli emblemi comunali sono concessi con decreto del Presidente della Repubblica a seguito della procedura di domanda secondo quanto stabilito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 gennaio 2011. Assolutamente non è una prerogativa del Consiglio Comunale deliberare sull’istituzione della bandiera ufficiale del comune. Per essere maggiormente sicuri, giovedì pomeriggio, ho chiamato direttamente l’ufficio del servizio di Araldica Pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e, la gentilissima funzionaria, ci ha riferito che nessuna richiesta di concessione di bandiera da parte del comune di Pontida è giunta sul suo tavolo e che la concessione avviene esclusivamente attraverso il decreto del Presidente della Repubblica e che un consiglio comunale non può istituire una bandiera. Nonostante questo sia stato detto in Consiglio, la maggioranza ha voluto procedere all’approvazione dell’ordine del giorno, istituendo la bandiera. Quindi consapevolmente e coscientemente, la maggioranza ha deliberato violando la normativa in vigore: proprio in Consiglio Comunale, l’organo collegiale chiamato a legittimare e garantire nel territorio lo stato di diritto». Non intendono lasciar correre la questione i consiglieri di minoranza. «Sdegnati da tale comportamento abbiamo abbandonato la seduta per protesta, per non partecipare ad un atto nullo e illegittimo per incompetenza e violazione della legge. Ora ci attiveremo subito a informare il Prefetto e le autorità competenti perché provvedano a far ritirare le “bandiere comunali” che sono state esposte e a ristabilire la legalità. Ci addolora che decisioni come queste, che potrebbero anche essere condivise, vengano imposte con arroganza, violando le norme, come se Pontida fosse un loro oggetto».

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Maggioranza irremovibile

Il motivo per cui la maggioranza sia così irremovibile – anche di fronte ad una disponibilità delle minoranze per l’istituzione della bandiera tanto discussa – a seguire l’iter canonico per procedere secondo le disposizioni di legge viene spiegato da Carozzi. «Per quanto riguarda l’iter da seguire lo conosciamo e tutto parte dal Consiglio Comunale. Daremo comunicazione al Prefetto ed al Ministero dell’Interno ed attenderemo la loro risposta. Quello che ci contesta la minoranza è presto spiegato. Noi potremmo anche mandare la documentazione sulla bandiera scelta dopo il benestare degli organi istituzionali preposti, ma non conoscendone i tempi ci siamo  semplicemente portati avanti. La crociata sventolerà sugli edifici pubblici come le scuole ad esempio solo ad iter conclusosi positivamente» conclude il sindaco.

Bandiera istituita e protesta

Nel documento presentato durante il Consiglio Comunale però si legge a conclusione « delibera di istituire la bandiera comunale ufficiale della Città di Pontida adottando il vessillo già  denominato “Croce di San Giorgio” (…) e di dare indirizzo, ad ogni effetto di legge, che il richiamato vessillo sia esposto all’esterno di tutti gli edifici pubblici comunali ( municipio, scuola primaria, scuola secondaria inferiore, etc.), nonché all’interno della sala consiliare denominata “Pinamonte da Vimercate”» con delibera a dichiarare immediatamente  eseguibile il presente provvedimento. Il Segretario Comunale, il dottor Nunzio Pantò ha espresso parere di regolarità sia tecnica che contabile. La minoranza in fine lancia un invito a tutta la cittadinanza per dare un segnale chiaro e inequivocabile.«Chiediamo a tutti i cittadini pontidesi, che vogliono difendere il decoro e l’onore della Bandiera Nazionale, di esporre il Tricolore alla finestra della propria casa».