Aumento Iva: la discussione si è riaperta nelle ultime ore, in seguito ad alcune dichiarazioni del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che ha fatto capire che l’imposta è destinata ad aumentare se non verranno trovate misure alternative, visto che per evitare l’incremento delle aliquote servirebbero 23 miliardi di euro. Di fronte a questo spauracchio la presa di posizione di Confcommercio Imprese per l’Italia è netta contro il rialzo.

Aumento Iva “senza senso”

“Al di là di tante parole e tanti ragionamenti la questione purtroppo è semplice: aumentare l’Iva significa aumentare le tasse. Punto – spiega il presidente di Confcommercio Lecco, Antonio Peccati –  Deve essere chiaro a tutti che famiglie e imprese non potrebbero sopportare un ulteriore aumento delle imposizione fiscale in una fase economica in cui i consumi sono sostanzialmente fermi. Come giustamente ha evidenziato l’Ufficio Studi di Confcommercio la fiducia di famiglie e imprese sta calando anche perché nel dibattito pubblico c’è questo macigno delle clausole di salvaguardia. Le imprese del commercio, del turismo e dei servizi che rappresentiamo sono molto preoccupate per questo dibattito infinito sugli aumenti Iva: pensare anche soltanto a interventi selettivi sulle aliquote, per introdurre la flat tax, per ridurre l’Irpef, per ridurre i contributi sociali, per finanziare gli investimenti pubblici… è semplicemente senza senso. Sarebbe una scelta illogica, un danno enorme, probabilmente irreparabile, per il mondo del terziario di mercato”.

Ben 889 euro  in più a famiglia

Proprio l’Ufficio Studi Confcommercio ha sottolineato che se ci sarà l’aumento dell’Iva (quella ordinaria dal 22% al 25,2% e quella intermedia dal 10% al 13%) da gennaio prossimo questo si tradurrà in 382 euro di maggiori tasse a testa. Mediamente, se scatterà tutto l’aumento previsto dalle clausole di salvaguardia dell’ultima legge di Bilancio, l’aggravio sarà di 889 euro a famiglia.

Confcommercio Lecco: “Spada di Damocle”

Poi Peccati aggiunge: “Condivido in pieno quanto dichiarato dal presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia, Carlo Sangalli: la nostra economia è in stagnazione e se non si vuole aprire la porta della recessione mettendo in ginocchio famiglie e imprese, bisogna fare una sola cosa, ovvero disinnescare le clausole di salvaguardia individuando un percorso di riduzione e riqualificazione della spesa pubblica improduttiva, contrasto all’elusione e all’evasione fiscale, maggiore dismissione di patrimonio immobiliare pubblico”. Del timore sul possibile aumento delle aliquote il presidente Antonio Peccati ne aveva parlato anche in occasione della assemblea ordinaria di Confcommercio Lecco svoltasi giovedì scorso. In particolare aveva evidenziato i timori legati all’Iva “il cui possibile aumento resta sempre una Spada di Damocle sulla testa del nostro settore”.