Appello per Lecco non si eclisserà certo dopo dieci anni di impegno civico amministrativo. Né alcuno pensi che il sodalizio sia assimilabile a una qualunque lista civica di peritura memoria. “Ci siamo ! Eccoci!” l’annuncio del comunicato diramato questo pomeriggio. L’orizzonte è quello della prossime elezioni comunali a Lecco. Guardando da un lato ai blocchi di partenza e dall’altro al filo traguardo (primavera 2020), Appello scende in pista mandandola a dire ai nascenti competitors (le altre liste civiche, tipo AmbientalMente di Alessio Dossi?), ma soprattutto ai partiti. Nella fattispecie ad un partito: il Pd.

Appello per Lecco:  “Liste civiche come funghi, noi no”

“Con l’imminenza della campagna elettorale spuntano Liste Civiche da tutte le parti. Nascono come funghi nel sottobosco dei partiti politici con la finalità di portare un po’ di ossigeno (voti) ai loro Partiti ormai in stato confusionale. Sono civiche cosiddette ‘civetta’ che probabilmente moriranno dopo il voto elettorale che non hanno nulla da vedere con quel civismo serio e necessario interpretato da una cittadinanza attiva che vuol fare solo il bene della città, che dura nel tempo dimostrando coerenza e che non china la testa ai partiti tradizionali”. Questo l’incipit che è già un ammonimento ai cittadini lecchesi. O quanto meno l’invito ad un distinguo.

Appello correrà col suo sindaco?

Ma poi si arriva a quella che sembra quasi uno strappo nella relazione (decennale) con il Partito Democratico. “I partiti rivendicano il diritto di esprimere il loro sindaco, il loro programma e fin qui tutto legittimo. Ma chiedono ai civici di fare da portatori d’acqua per consolidare il potere delle loro nomenclature e il perpetuarsi di un diritto che pretendono in virtù di una presenza nazionale. Beh questa volta non crediamo sarà così!”. Appello ha deciso che correrà sostenendo un candidato sindaco “suo” contro quello “(pre)scelto” dalla segreteria cittadina del Pd? O semplicemente significa che esigerà a gran voce le primarie dentro il Centrosinistra? E nel caso, in nomination metterà Corrado Valsecchi o chi per lui meno usurato da bocciature a pioggia? Oppure soffierà sul fuoco a sostegno di  un possibile candidato alternativo al “prescelto”, in barba al “ct” Alfredo Marelli?

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“Il civismo è una cosa seria”

“Appello per Lecco è nata nel 2010 ha dimostrato capacità progettuale, iniziativa politica, sociale, culturale e ricreativa, autonomia e indipendenza dai partiti politici. La nostra vocazione verso la città è riconosciuta e riconoscibile” la rivendicazione identitaria. E ancora: “Il Civismo è una cosa seria non può essere banalizzato ad ogni campagna elettorale, solo per buttare fumo negli occhi dell’elettorato. Abbiamo fatto vincere per ben due volte il campo progressista a Lecco, la nostra associazione ha fatto e prodotto iniziative che nessun partito politico è stato autonomamente in grado di promuovere, la gente ci riconosce proprio in virtù della nostra autonomia e perché non abbiamo mai mollato”.

“Inizia una nuova pagina”

“La città prima di tutto!”. E accampando questo pay-off, Appello si lancia in un annuncio:  “Adesso inizia una pagina nuova, Appello per Lecco sarà in campo come sempre e con le elezioni 2020 entreremo nella Storia della nostra città come la Civica più longeva superando, in termini di presenza nel tempo, Torre Civica dei compianti Ugo Bartesaghi e Riccardo Cassin. Una Civica autentica che non ha la presunzione di rappresentare l’universo della cittadinanza attiva, ma che ha dimostrato sul campo, con risorse proprie di donne e uomini di buona volontà e competenza animati da un amore insindacabile verso la comunità, che un diverso modo di fare politica è possibile”.

Alleanze? “Anzitutto ci rivolgiamo ai cittadini”

“Sarà nostra premura monitorare ciò che accade sul fronte civico e politico in queste settimane senza pregiudizi, ma offrendo una certezza e consapevolezza all’elettorato che guarda con simpatia all’iniziativa civica: Appello per Lecco sarà di nuovo in campo con tutte le persone che hanno animato in questi dieci anni di impegno politico e sociale la nostra comunità”.