Anche l’assessore allo Sport e Politiche per i Giovani di Regione Lombardia lancia il suo appello ai lecchesi per il sì al Referendum.

Antonio Rossi

Pubblichiamo integralmente le sue riflessioni

“La nostra Regione è quella che ha il residuo fiscale più elevato. La differenza tra le tasse dei lombardi versate a Roma e quanto la Lombardia riceve in servizi è pari a 54 miliardi di euro ogni anno. Questo vuol dire che ogni cittadino lombardo ogni anno matura un credito nei confronti di Roma pari a 5.500 euro. Nella provincia di Lecco il residuo fiscale ammonta a 1,9 miliardi di euro, 258 milioni solo per il capoluogo. Se solo una parte di questa mole immane di risorse rimanesse sul territorio si potrebbero risolvere molte questioni ancora aperte per lo sport”. Lo ha detto Antonio Rossi, assessore lombardo allo Sport e alle Politiche per i giovani, intervenendo in merito al referendum per l’Autonomia della Lombardia di domenica 22 ottobre”.

Il 60% degli impianti sportivi non è a norma

“Grazie all’impegno che ci abbiamo messo negli ultimi anni, concretizzatosi in oltre 17 milioni di euroabbiamo contribuito alla riqualificazione di più di 220 impianti. In Lombardia, però, ci sono oltre 21.000 impianti, spesso datati. Il 60% non risulta a norma o necessità di manutenzione ordinaria e straordinaria. Servirebbe un miliardo per riqualificare l’impiantistica sul nostro territorio, oltre alle risorse necessarie per aiutare le associazioni sportive a svolgere quotidianamente il loro ruolo dalle importanti ricadute sociali e per riqualificare le palestre scolastich .Solo riportando in capo alla Regione più competenze e più risorse potremmo dare una svolta a questo mondo fatto di passione, volontariato e valori positivi”.

“A scuola di sport – Lombardia in gioco”

“Le richieste che ci arrivano dal territorio e dall’associazionismo di base sono moltissime, le abbiamo messe insieme stilando un vero e proprio elenco a cui potremo dare una risposta solo se la Lombardia andrà in massa a votare sì al referendum del 22 ottobre. Il Progetto “A scuola di sport – Lombardia in gioco” prevede il coinvolgimento accanto all’insegnante, titolare della classe, di esperti laureati in scienze motorie o diplomati Isef. Per permettere a tutti le classi della scuola primaria di svolgere questa esperienza sarebbero necessarie risorse pari a circa 4,7 milioni di euro”.

Lo sport: un’occasione per crescere insieme

“La misura “Lo sport: un’occasione per crescere insieme. Percorsi sportivi-educativi per la crescita, il benessere e l’inclusione” è cofinanziato al 50% da Fondazione Cariplo. Lo scorso anno la dotazione di 1,6 milioni di euro ha permesso di finanziare 35 progetti (a fronte delle 102 domande presentate per una richiesta di circa 4,5 milioni di euro)”. “Un’altra misura rivolta al sociale – ha proseguito – è la Dote Sport che lo scorso anno ha aiutato 10.573 famiglie (sulle quasi 18.000 domande presentate) con la dotazione di 2 milioni di euro. Potremmo poi aumentare con maggiori fond la percentuale destinata ai disabili ora stabilita in almeno il 10% di ogni misura. E con più fondi si potrebbe poi finalmente avviare il Fondo di garanzia che ha lo scopo di fornire garanzie integrative per mutui finalizzati alla costruzione, all’ampliamento, al miglioramento e all’acquisto di strutture e attrezzature sportive”.

Servono 20 miliondi di euro

“Riportare i fondi sul territorio permetterà la ripresa degli investimenti degli Enti locali lombardi, attraverso meccanismi di partenariato pubblico-privato per la riqualificazione del “parco regionale impianti sportivi”, per rendere l’offerta sportiva equamente disponibile sul territorio, accessibile e fruibile da parte di tutti i cittadini. Le risorse necessarie sarebbero almeno 20 milioni che permetteranno di ottenere un fattore moltiplicatore degli investimenti su impiantistica per un totale di circa 80-100 milioni”.

Sport di montagna

“Sul fronte degli sport di montagna avere più competenze in merito all’ordinamento sportivo ci permetterebbe un più efficace governo delle professioni della montagna (maestro di sci e guida alpina) che, al fine di una più adeguata regolamentazione, richiedono la conoscenza delle specificità del territorio. Inoltre, nell’ottica del superamento del fenomeno dell’abusivismo la disciplina e la gestione amministrativa a livello regionale del riconoscimento consentirebbe una più efficace azione di monitoraggio e controllo. Anche in questo settore sono necessari fondi da destinare all’impiantistica sportiva e agli impianti di risalita per un importo pari ad almeno 30 milioni”.