“Il programma non sia il libro dei sogni, ma dove vuole andare la comunità”.

L’iniziativa

“Il programma elettorale non deve rappresentare solo il libro dei sogni ma riflettere l’ambizione su dove un’amministrazione vuole portare la sua comunità”. Ha introdotto così Virginio Brivio, Presidente di Anci Lombardia, il secondo appuntamento de “Il Comune 2030” l’iniziativa promossa dalla Consulta Anci Giovani Lombardia. Tema del giorno: la stesura e la realizzazione dei dei programmi elettorali.

Parla il presidente di Anci Lombardia

Per Brivio “in un’epoca di social network è importante parlare di programmi coi cittadini”, perché “quando un cittadino fa un’osservazione significa che ha interesse per la sua comunità”.  Formulare un programma elettorale, secondo Brivio, “serve a traguardare gli obiettivi alla concretezza e deve tenere insieme le istanze quotidiane e la visione in prospettiva: l’oggi e il futuro”.  Dal presidente di Anci Lombardia anche un cenno alle imminenti elezioni, poichè “andiamo verso il voto e in molti Comuni si presenterà una sola lista”, pertanto è fondamentale “il coinvolgimento dei cittadini”, affinché il programma costituisca un “momento di ascolto”.

Parlano i sindaci

Se Valentina Ceruti, presidente della Consulta,  ha ricordato, nella stessa occasione, che “un amministratore locale sa cosa vuol dire la parola impegno,  ossia lavorare per migliorare e arricchire la propria comunità” e che “si misura con le emergenze, la giovane età, gli obiettivi”,  Gianluca Savoldi, sindaco di Moscazzano e moderatore dell’incontro, ha invece stimolato i suoi colleghi per capire come hanno lavorato per elaborare i loro programmi. Per Alex Severgnini (Capergnanica), “vivendo in un paese piccolo, dove ci si conosce tutti”, la sfida è stata quella di coinvolgere e intercettare “i nuovi cittadini che si sono trasferiti”. Dello stesso avviso è stato Yuri Santagostino (Cornaredo), per il quale il programma elettorale rimane “un esercizio fondamentale per confrontarsi”.
Riuscire a far dialogare i cittadini per raccogliere idee e definire obiettivi è fondamentale per Riccardo Fasoli (Mandello del Lario), che ha ricordato come il suo “paese è nato dalla fusione di quattro diversi centri e ancora si sente il campanilismo. “Per elaborare il programma – ha continuato Fasoli – abbiamo quindi posto attenzione alla rappresentatività”.

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Poche ma buone proposte realizzabili

Il ruolo delle minoranze nella testimonianza di un altro sindaco. quello di Carate Brianza, Luca Veggian: “se i cittadini possono dimenticare alcune proposte non realizzate, la minoranza no”.
Per ovviare a questo problema Luca Maggioni (Carugate) ha suggerito che “più che lavorare a un programma esteso” si deve lavorare “a un programma snello per mettere insieme diverse idee”. Il tasto degli imprevisti è stato toccato poi da  Luca Malavasi (Quistello), che ha ricordato come un sindaco debba “esser sul pezzo ogni giorno e affrontare la quotidianità”.  Dello stesso tenore l’intervento di Lambrugo, Giuseppe Costanzo, secondo cui “lungo il cammino si scopre che alcuni obiettivi sono irrealizzabili, mentre altre iniziative nascono da zero e hanno successo perchè servono ai cittadini”. Elaborare il programma è, infine, anche un momento per formare la compagine amministrativa, come ha sottolineato Matteo Riva, sindaco di Giussano.